VIDEO | Morassut: “Nel 2021 vinceremo, poi va costruita una Roma sostenibile”

Fare il sindaco della Capitale? "È una missione"
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 ROMA  – “Tra un anno a Roma il centrosinistra vincerà le elezioni”. Parola di Roberto Morassut,  parlamentare del Pd, sottosegretario all’Ambiente e vicepresidente della commissione Periferie, intervistato dall’Agenzia Dire nell’ambito della rubrica DIREzione Roma.

Le “condizioni sono favorevoli- spiega-, soprattutto se si costruisce uno schieramento innovativo e una proposta credibile. Non vedo allo stato attuale una destra, seppur forte e radicata, che possa giocarsela in maniera così facile. Il tema del candidato o della candidata, seppur determinante, è relativo anche perché il centrosinistra ha a disposizione una gamma di candidature possibili, di diversa generazione, molto credibile”. 

“Vedo, invece, un po’ di ritardo sulla proposta politica su Roma- ha aggiunto- Bisogna entrare con più nettezza e chiarezza su alcune questioni di visione della città e su una proposta programmatica diffusa, territorio per territorio, che parta da un’analisi dei fabbisogni e delle necessità e che ci aiuti anche a mettere in campo uno schieramento civico anche nei contenuti”.

“FARE IL SINDACO È UNA MISSIONE”

“Io alle primarie? Sono un soldato e ho svolto sempre i compiti che mi sono stati affidati con coscienza e dedizione. Ma manca ancora molto tempo e non sono alla ricerca di nulla. Posso fare di più per Roma solo dentro un quadro di condivisione con un gruppo dirigente che è tale quando si prende la responsabilità di scegliere, di analizzare i contesti e investire sulla classe dirigente e sulle figure da spendere. Questo è un ruolo insostituibile. Poi dentro questo ruolo il completamento lo fanno le primarie. Ma questo primo aspetto è fondamentale”.

Roma “non è una ribalta- ha aggiunto-. Il sindaco di Roma è una funzione talmente logorante dal punto di vista fisico, perché il rapporto con le periferie è quasi carnale, che non si può considerare alla leggera o una cosa che si sceglie di fare per una carriera politica. A Roma non ci si candida sulla base di una prospettiva personale. Serve un elemento di missione quasi, di apostolato, a cui ognuno chiamato a quella funzione si deve sottoporre”.

“CHIUDERE CICLO RIFIUTI, POI BUS A IDROGENO E METRO D”

“Il centrosinistra, se vuole fare una proposta programmatica credibile, deve spiegare come coniugare, nella prospettiva 2030-2050, il tema della sostenibilità. Senza dimenticare che a Roma abbiamo anche un Giubileo nel 2025. Questa è la chiave di una proposta di riformismo civico per la città, che si basi su una proposta politica non schiacciata solo sui comitati e che non si poggi nemmeno solo sui partiti. Serve invece una rete ampia”. 

“Le linee su cui lavorare sono queste- ha poi spiegato Morassut- chiudere il ciclo dei rifiuti sulla base di un’economia circolare e naturalmente anche degli impianti, che non significa solo il termovalorizzatore, che è solo un aspetto prima del quale ci sono altri passaggi. E poi: un Tpl tutto riconvertito ad energia pulita, ovvero elettrico, bio metano e in prospettiva idrogeno, il recupero della linea D, che è nel Prg, e corridoi dedicati al Tpl. Infine sostenibilità sull’uso del suolo e il risanamento urbanistico delle periferie, che vuol dire portare lì servizi”.

“Bisogna, infine- ha concluso Morassut- puntare sulla trasformazione urbana. In questi anni è sfuggita una lettura più complessiva della prospettiva della trasformazione territoriale di un’area metropolitana di 4 milioni e mezzo di abitanti. Tanto è vero che quando si è parlato di questi temi si è parlato solo dello stadio della Roma. Serve, invece, un investimento strategico sulle caratteristiche di questa grande area urbana che oggi non ha una programmazione. Il Prg del 2008 fu la conclusione di un processo decennale di elaborazione e discussione di amplissima incidenza democratica. Quel piano venne discusso in centinaia di assemblee e approvato 3 volte nel Consiglio comunale, con 17.000 osservazioni dei cittadini e quasi 20 passaggi nei Municipi. Ha avuto come esito la cancellazione di oltre 60 milioni di previsioni edificatori che venivano dagli anni ’60 mentre la crescita di Roma, con i quartieri di Ponte di Nona, i Giardini di Roma e altre zone simili, è avvenuta sulla base di strumenti attuativi approvati addirittura prima delle giunte Rutelli. Fu dunque un freno di una grande massa di rendita venuta dal passato. Ma dal 2008 non sono state attuate quelle parti del Prg destinate alla riqualificazione. La chiusura anticipata della nostra esperienza amministrativa non ci ha concesso di concludere alcune procedure come quella per i Mercati generali, l’ex Mattatoio o i campus universitari a Pietralata o Tor Vergata“.

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3 Marzo 2020
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