Spotlight, cardinale O’Malley: “Proteggere i minori è la priorità”

"Continuiamo a chiedere il perdono di coloro che hanno subito abusi da parte del clero"
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o'malleyROMA – “Un film molto significativo per tutti coloro che hanno vissuto il dramma degli abusi sessuali compiuti da membri del clero”. Lo afferma il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, in una dichiarazione sulla pellicola ‘Spotlight’, vincitrice del premio Oscar 2016 come miglior film e migliore sceneggiatura originale.

Tramite dei reportage approfonditi che raccontano la crisi degli abusi sessuali nella Chiesa, come riportato dalla stampa cattolica ha affermato ancora O’Malley, “i mass media hanno spinto la Chiesa a riconoscere i reati e i peccati del suo personale e ad iniziare a rimediare agli errori, ai danni causati alle vittime e alle loro famiglie, nonche’ ad occuparsi dei bisogni dei sopravvissuti”. “In una societa’ democratica come la nostra- prosegue il prelato- il giornalismo e’ fondamentale per il nostro stile di vita. Il ruolo dei media di esporre gli scandali degli abusi ha aperto una porta attraverso la quale la Chiesa ha potuto rispondere ai bisogni delle vittime”. Inoltre per il cardinale “la protezione dei minori e il sostegno alle vittime e alle loro famiglie devono essere una priorità assoluta per la Chiesa”, pertanto “ci impegniamo ad assicurare l’effettiva applicazione delle politiche e delle procedure di prevenzione per evitare il ripetersi di questa tragedia degli abusi sui minori, in particolare tramite programmi educativi completi per la protezione dei minori, controlli obbligatori dei precedenti personali, formazione volta a garantire ambienti protetti, obbligo di denunciare e collaborare con le autorita’ civili nell’accertamento di sospetti casi di abuso, e offrendo sostegno alle vittime e alle loro famiglie attraverso l’Ufficio di sostegno pastorale”, che a tale scopo ha attivato un portale web. “L’Arcidiocesi- conclude O’Malley- offre servizi medici e di consulenza alle vittime e ai membri delle loro famiglie che si rivolgono a noi in cerca di aiuto e continueremo ad impegnarci per offrire questi servizi. Continuiamo a chiedere il perdono di coloro che hanno subito abusi da parte del clero“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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