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Appalti, ecco il nuovo codice. Delrio: “Basta gare al massimo ribasso”

"Semplificazione, trasparenza, lotta alla corruzione e qualità: sono queste le parole chiave che abbiamo messo in campo con questo nuovo Codice"
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G. Delrio
G. Delrio

ROMA  –  “Semplificazione, trasparenza, lotta alla corruzione e qualità: sono queste le parole chiave che abbiamo messo in campo con questo nuovo Codice”: Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e trasporti, lo dice presentando il nuovo codice degli appalti esaminato e approvato oggi in Consiglio dei ministri. Si tratta di “una corposa riforma” che ha “come primo principio la semplificazione”, spiega Delrio in conferenza stampa a Palazzo Chigi, con un testo che “sostituisce il vecchio e recepisce tre direttive europee”.

Il vecchio codice “aveva oltre 660 articoli e 15.500 commi e mancava nella regolamentazione di alcuni importanti settori come concessioni”, spiega il ministro, ora invece “si passa a 217 articoli, con una grandissima semplificazione nella ricezione delle norme europee in un grande ma snello corpo normativo”.

Per una “qualità anche delle gare” nel nuovo Codice degli appalti si dice “basta al massimo ribasso”, queste gare “sono finite”.

“Qualità anche delle gare, basta alle gare al massimo ribasso, sono finite. La scelta  quella dell’offerta economica più vantaggiosa che coniughi il prezzo e la qualità“, ribadisce Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e trasporti, tema quello della qualità dell’offerta “che è molto importante perché evita l’applicazione dei massimi ribassi in settori delicati come i servizi sociali e scolastici, ad esempio”, massimi ribassi “che tanto danno hanno creato in questi anni al nostro Paese”.

Nel nuovo Codice degli appalti c’è “un rafforzamento del ruolo dell’Autorità anti corruzione”, l’Anac guidata da Raffaele Cantone.  Anac avrà “un ruolo assolutamente centrale in questa riforma”, dice Delrio, “e deve emanare le linee guida e i contratti tipo” quindi “deve prepararsi al 18 aprile con i regolamentazione leggera”.

Il fatto è, sottolinea il ministro, che “una delle cause per cui i lavori pubblici non si fanno è la corruzione”. Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone “avra’ nuovi compiti ma anche risorse adeguate”. Lo dice il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio a chi in conferenza stampa gli chiede come il governo risponde alla richiesta di maggiori risorse da parte dell’Autorita’ anti-corruzione. Con il nuovo codice degli appalti ci sono “nuovi compiti certificati, c’e’ un rafforzamento dell’attivita’ dell’Anac- dice Delrio- faremo in modo che a nuovi compiti corrispondano risorse adeguate“. E ribadisce: “Andremo senz’altro incontro a questa sollecitazione di avere insieme a nuovi compiti risorse adeguate. L’Anac non puo’ non funzionare bene, anche perche’ per il 18 aprile dovremo avere le linee guida” previste dal nuovo codice.

 

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