ROMA – “Su chi tradisce e fugge non vale la pena perdere troppo tempo, come accadde con Fini in passato”. Solo “pochi minuti”, spiegano fonti della Lega, quelli dedicati all’addio di Roberto Vannacci in occasione del Consiglio federale del partito in corso a via Bellerio, a Milano. Un concetto rimarcato sui social del Carroccio, dove è stata pubblicata una foto di Gianfranco Fini con il logo di Futuro e Libertà, fondato dall’ex leader di An nel 2010 dopo la rottura con Silvio Berlusconi e la conseguente uscita dal Popolo della Libertà. “La storia si ripete”, il commento del partito nei post.

“PROSEGUO MIA STRADA DA SOLO, FUTURO NAZIONALE È REALTÀ”
“Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà“.
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Lo scrive l’europarlamentare Roberto Vannacci, ufficializzando su Instagram la sua uscita dalla Lega.

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“ACCOLTO QUANDO ERA RIMASTO SOLO”
Sui social arriva la replica del segretario della Lega Matteo Salvini, allegando anche il video dell’intervento di Vannacci dal palco di Pontida, dal quale afferma: “Io oggi sono qua, chi lo avrebbe detto 2-3 mesi fa. Non li sentite questi signori? ‘Tanto Vannacci se ne va’, ‘Vannacci prende il taxi’, ‘Vannacci usa la Lega come se fosse un pulmino’. No, signori. Sono qua. Io ancora ci credo nella parola data e nell’onore, andremo avanti tutti insieme e non ci fermeranno“.
Il commento di Salvini: “Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada”.
VANNACCI: “NESSUN INCONTRO SEGRETO CON RENZI, AVVIO AZIONE LEGALE”
Prima dell’annuncio, sempre sui social, Vannacci aveva pubblicato un post annunciando azioni legali contro “l’articolo di Verderami sul Corriere della Sera” che “mi vorrebbe coinvolto in presunti incontri e ‘accordi segreti’ con Renzi per ‘azzoppare’ la Meloni. È una storia completamente falsa e infondata: mai incontrato Renzi in alcun circolo romano per nessun tipo di accordo”.
Poi: “Quello che mi colpisce non è solo la falsità di questa ricostruzione, ma il modo in cui viene costruita: senza verifica alcuna, senza un minimo di riscontro, senza prove, senza testimoni. Questo non è giornalismo ma un attacco politico. È un tentativo di gettare discredito sulla mia attività politica e di minare il rapporto con il mio elettorato, usando la carta stampata come strumento di attacco. Queste operazioni falliscono sempre. Il popolo sa leggere tra le righe e distingue i retroscena credibili dalle invenzioni. Ho dato mandato al mio avvocato per tutelare la mia persona nei confronti del giornale. L’istanza di mediazione è stata già depositata presso il competente organismo di mediazione territoriale. Non mi fermo. Non mi spavento. Vado avanti“.
SIRI: “VANNACCI NON SI È COLLEGATO AL FEDERALE, SALVINI HA INFORMATO”
Roberto Vannacci non si è collegato al Consiglio federale della Lega e la sua uscita dal partito è stata una decisione unilaterale. A dirlo è il coordinatore nazionale dei Dipartimenti della Lega, Armando Siri, al termine della riunione durata quasi due ore nella sede di via Bellerio, a Milano.
“L’ha ufficializzato lui, Salvini ha preso atto di quello che è accaduto”, spiega Siri, chiarendo che non ha partecipato né in presenza né in videocollegamento ai lavori del federale. La comunicazione, aggiunge, è arrivata direttamente al segretario, che l’ha poi riferita agli organi del partito. Nel corso della riunione, precisa Siri, non è stato usato il termine tradimento, parola che circola piuttosto tra i militanti.
Il tema politico emerso è quello della lealtà: Vannacci, ricorda Siri, a Pontida aveva parlato di un patto fondato proprio sulla lealtà, ma “i fatti dimostrano che non è così. Non un matrimonio, sottolinea Siri, ma l’adesione a un manifesto politico”.
Quanto alla nascita di Futuro Nazionale, era “già noto” che Vannacci stesse costruendo un proprio percorso. “Il problema del futuro è che è un tempo che l’uomo non vive mai, l’uomo vive il presente”. Ad ogni modo la linea del partito resta invariata: la Lega va avanti sulle proprie posizioni, a partire dal decreto sicurezza. Alla domanda su possibili perdite di consensi, Siri risponde: “Vedo il contrario”.







