ROMA – Una doccia fredda in un clima già reso rigido dalle prime, inevitabili, polemiche per le Olimpiadi di Milano Cortina: la biatleta azzurra Rebecca Passler è stata trovata positiva in un controllo antidoping fuori competizione. A metterla nei guai il letrozolo, un farmaco antitumorale già salito alla ribalta delle cronache sportive per una vicenda che ha coinvolto la tennista Sara Errani.
IL LETROZOLO, DI COSA SI TRATTA
Il codice antidoping inserisce il Letrozolo tra i modulatori ormonali e metabolici: si tratta di un principio attivo prescritto nel trattamento di donne in postmenopausa con tumore al seno iniziale positivo ai recettori ormonali. In realtà ha modeste potenzialità anabolizzanti ma sul web viene spacciato illegalmente per “modellare la muscolatura corporea riducendo la ritenzione idrica”.
Ormai squalificata, Passler sarà chiamata a spiegare perché il Letrozolo si trovava nelle sue urine, in assenza di un’autorizzazione terapeutica e si dovrà indagare se si è trattato di un uso volontario o di una possibile contaminazione.
CHI È LA BIATLETA PASSLER
Lo sci di fondo combinato al tiro a segno con la carabina sono le due specialità del biathlon di cui Rebecca Passler era una delle 5 biatlete italiane convocate in nazionale per le gare in programma allo Stadio di Anterselva. Altoatesina, nata a Brunico nel 2001, Passler è la nipote di Johann Passler che vinse due bronzi olimpici e due ori mondiali a fine anni Ottanta. Finora l’atleta altatesina non è mai entrata nelle prime dieci in una prova di Coppa del Mondo, le Olimpiadi potevano essere la sua occasione. Invece il Coni adesso dovrà sostituirla.
IL PRECEDENTE DI SARA ERRANI: FU TUTTA COLPA DEI TORTELLINI
Anche la tennista Sara Errani finì nei guai per il letrozolo nel 2017 e le costò due mesi di squalifica. In quel caso però la punizione fu ‘lieve’ perché la Federazione internazionale di tennis (Itf) liquidò la questione come una contaminazione alimentare. Galeotti i tortellini preparati in casa dalla madre di Sara Errani: si risalì infatti all’incidente per cui la sostanza, assunta dalla mamma della tennista, finì nell’impasto dei tortellini preparati in casa, contaminandoli. Chissà che la stessa cosa non possa essere accaduta ai canederli di casa Passler




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