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Erri de Luca ‘torna’ alla Garbatella: “Via il 41-bis per Cospito”

Lo scrittore ha affrontato i temi scottanti del momento insieme a Claudio Marotta, candidato alle prossime elezioni regionali del Lazio nella lista Verdi-Sinistra

Pubblicato:03-02-2023 17:46
Ultimo aggiornamento:03-02-2023 18:22

erri de luca
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ROMA – La sinistra, la guerra in Ucraina, il caso di Alfredo Cospito che richiama il dibattito sul 41 bis, i ragazzi di Ultima Generazione. Erri De Luca è tornato a Garbatella, quartiere di Roma che ha ben conosciuto da giovane militante di Lotta Continua negli anni 70, e a “La Villetta” ha affrontato i temi scottanti del momento insieme a Claudio Marotta, candidato alle prossime elezioni regionali nella lista Verdi-Sinistra, partendo da un interrogativo “Sinistra, nome comune di Cosa?”. Lo scrittore ha confidato di essere “affezionato a questo quartiere. Lotta Continua aveva qui uno dei suoi punti di forza. Era una sezione così speciale che in un certo senso esiste ancora adesso come prolunga dell’impegno che quei militanti di allora hanno continuato ad esercitare sul territorio, praticando la loro via della sinistra che avevano imparato nella grande comunità degli anni 70″. Il campo della sinistra è frammentato ma Erri De Luca non ha dubbi sul fatto che “sinistra è ciò che risponde alle parole libertà, uguaglianza e fraternità. Sinistra è guardare e rimuovere cosa succede al piano terra della società. Perché lì avvengono i cambiamenti, si anticipa il futuro e si pratica già. Questo Paese è meraviglioso al piano terra, è quando sali al primo piano che già ti scoraggi”. Nella sinistra “contano i sentimenti. Quello di giustizia, la compassione e la fraternità: questi convocano le fibre di una società. Non i programmi, che non significano un granché. Alla sinistra spetta la capacità di ‘suscitare‘”.

E quindi anche di rispondere alle grandi questioni di questo tempo. A partire dalla guerra in Ucraina, che ha visto De Luca protagonista di azioni di volontariato come il trasporto e la consegna di generatori elettrici su “un vecchio furgone acquistato insieme a un amico. L’Ucraina deve essere messa in condizione di arrivare a uno stallo militare. Le guerre finiscono tutte per stanchezza, sopravvento di una delle due parti, inerzia, esaurimento o stallo, che non porta immediatamente alla pace ma a un cessate il fuoco che poi procede a oltranza”. De Luca ha rivendicato il fatto di non essere “un pacifista. Credo al diritto dei popoli di difendersi dagli invasori e insorgere contro gli oppressori. Il meglio che può succedere all’Ucraina è arrivare a uno stallo militare tale per cui saranno costretti a smettere entrambi di farsi la guerra”. Poi la vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito, incarcerato prima a Sassari e poi a Milano, che da mesi rinuncia al cibo per combattere contro l’eliminazione del 41 bis, il carcere duro cui è sottoposto: “Il 41 bis sembra il baluardo intoccabile dello Stato invece è stato continuamente ritoccato, perché sia l’UE che la Corte Costituzionale hanno costretto lo Stato a rivederne i termini. Questa misura e l’ergastolo ostativo non riguardano la sinistra né la civiltà”.

A Cospito “il 41 bis non spetta affatto, è un abuso della magistratura di sorveglianza. Lo ringrazio perché col suo sacrificio fisico ci fa parlare di questa misura. La sua testimonianza ci permette di ridefinire i contorni del nostro rapporto con le prigioni. Niente 41 bis e basta con l’ergastolo ostativo”. Infine la lotta ai cambiamenti climatici e le battaglie (a colpi di gesti eclatanti e provocatori) dei ragazzi di Ultima Generazione, criticate da tanta parte della politica: “I ragazzi di Ultima Generazione, come quelli di Fridays for Future, sono dei profeti e come tali incontrano il massimo dell’ostilità possibile– ha detto De Luca- I profeti vengono respinti e perseguitati ma non possono essere ignorati né ammutoliti. Sono semi, non producono immediatamente conseguenze ma quella è la direzione del mondo, che va verso l’invenzione della riparazione e della resurrezione dei territori. L’idea di abbassare i consumi non è un ritorno al passato ma la prefigurazione del futuro. Quindi ci deve stare questa sensibilità nella dichiarazione di intenti di un collettivo di sinistra”. Per Claudio Marotta “la disillusione” che c’è in tanti elettori di sinistra “si rompe recuperando anche una radicalità nelle pratiche e nel pensiero. La nostra città e il nostro Paese al loro ‘piano terra’ sono disseminate di esperienze che mettono in campo pratiche radicalissime”.


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