Animali migliori amici? Non sempre: 210 segnalazioni alla Polizia di Modena

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Dal gatto chiuso in macchina per ore, al pappagallo abbandonato, fino ai cani tenuti alla catena: i Vigili della città emiliana sono intervenuti centinaia di volte nell'anno del Covid
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MODENA – Qualcuno ha lasciato il gatto chiuso per ore nell’abitacolo dell’auto sotto al sole estivo, qualcun altro si è ‘liberato’ del pappagallo abbandonandolo davanti ai bidoni della spazzatura. E c’è invece chi ha tenuto il cane, che dovrebbe essere il migliore amico dell’uomo, legato a lungo a una catena, o non gli ha messo la museruola durante le passeggiate al parco. Sono solo alcuni dei casi registrati nel 2020 dalla Polizia locale di Modena nel campo del rispetto del benessere animale. Le segnalazioni nell’anno del Covid sono state 210, con altrettanti interventi dei Vigili, delle quali 85 trattate come situazioni animali in pericolo o abbandono. Proprio per questo, nel caso sono state seguite con la collaborazione dell’ufficio Diritti animali del Comune e il servizio veterinario dell’Ausl.

Si resta dunque nel trend degli ultimi anni, confermando come i cittadini si mostrino sempre molto attenti nelle segnalazioni a tema al comando di via Galilei.
Oltre alle chiamate per il ‘disturbo’ causato dai cani dei vicini che abbaiano, un fenomeno più che amplificato nei mesi del lockdown, le segnalazioni arrivate l’anno scorso hanno riguardato soprattutto situazioni di cani incatenati (una restrizione che è vietata dalle normative), chiusi per troppo tempo in gabbia, episodi di violenza fra cani o aggressioni che hanno coinvolto anche persone. Inoltre, come sempre, in estate sono aumentate le chiamate per cani o gatti sui balconi o chiusi in auto, ma anche in inverno non sono mancate quelle su amici a quattro zampe ricoverati in ripari non idonei per proteggere dalle intemperie, in spazi non compatibili o in cucce inadeguate.

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In tutti questi casi, se la Polizia locale riscontra una violazione per i proprietari scatta un verbale: per le circostanze più gravi, il codice penale disciplina con l’articolo 544-ter il reato di maltrattamento di animali, che prevede fino a 18 mesi di reclusione e una multa che può arrivare a 30.000 euro (l’articolo 727, invece, punisce la cattiva abitudine di abbandonare gli animali domestici in occasione della partenza per le ferie, con reclusione fino a un anno e una sanzione fino a 10.000 euro).

SITUAZIONI SPESSO DOVUTE A SCARSA CONOSCENZA DELLE NORME E DELL’ANIMALE STESSO

“La maggior parte delle situazioni- fanno sapere dal Comando di via Galilei- deriva evidentemente da una scarsa conoscenza, non solo delle norme regolamentari ma pure dell’animale. Il cane, per esempio, ha una propria individualità e la parola chiave che lega tutto è ‘relazione’; la relazione col cane, che è una mediazione fra le parti, oggi sarebbe da analizzare in maniera assai più libera, aperta e meno di tipo affettivo. È un sodalizio, un rapporto di complicità- spiegano gli agenti del comando modenese, dove non mancano ad esempio i cani antidroga- e di attenzione alle caratteristiche e ai talenti specifici del cane. Occorre superare il ‘concetto’ di animali d’affezione; la relazione viene così rimessa in discussione sulla base di un maggiore incontro”.

Intanto, anche in questi giorni l’attività ‘pet-friendly’ della Polizia locale di Modena ha registrato altri problemi. Vivevano infatti in condizioni precarie, da diversi punti di vista, i cinque gatti e i due cani individuati nel corso di due diversi controlli. Per tutti e sette gli amici a quattro zampe, recuperati dagli appartamenti dei rispettivi proprietari, è iniziato quindi il percorso che permetterà di collocarli in strutture dedicate, “agevolandone poi future adozioni da parte dei cittadini”, confidano i Vigili modenesi. Ma non è tutto. Sempre nel 2020, infatti, il comando di via Galilei ha partecipato a un progetto per il contrasto al maltrattamento degli amici a quattro zampe, con particolare riferimento alla movimentazione cani provenienti dal sud Italia.

Il progetto si è posto l’obiettivo di “mappare” il fenomeno sia attraverso controlli di polizia stradale, sulle ‘staffette’ che transitano vicino ai caselli autostradali, sia attraverso la raccolta di dati sulle persone che a diverso titolo ‘movimentano’ cani provenienti da altre regioni, in attesa di collocarli nelle abitazioni di cittadini modenesi. In questo contesto è stato realizzato con la collaborazione dell’ufficio comunale Diritti degli animali anche un opuscolo informativo, scaricabile dal sito web del Comune, che illustra le modalità corrette per adottare un cane. “Il documento riporta pure quali siano i rischi derivanti dall’adozione di un cane attraverso una fotografia pubblicata sui social media o annunci per adozioni urgenti di tipo pietistico”, segnalano gli uffici.

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