Covid, Ricciardi: “Per la campagna vaccinale serve un salto di qualità”

WALTER RICCIARDI
"La strategia contro il Covid prevede diverse cartucce, ma la prima è il vaccino, solo dopo arrivano i monoclonali", dice il consigliere del ministro Speranza
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ROMA – “Ci sono dei monoclonali disponibili sul mercato, quelli di Eli Lilly e non solo, mentre gli anticorpi monoclonali a cui sta lavorando Rino Rappuoli con Toscana Life Sciences saranno probabilmente disponibili solo da maggio, giugno, quindi dobbiamo ancora pazientare“. Queste le parole di Walter Ricciardi, ordinario di igiene alla Cattolica Sacro Cuore, che spiega alla Dire lo scenario delle terapie disponibili a base di anticorpi monoclonali attualmente in Italia.
Con una campagna vaccinale che sconta dosi di vaccino in ritardo e possibili nuovi slittamenti, sugli stessi monoclonali usati in forma preventiva come strategia di ripiego, Ricciardi spiega però che non è possibile farvi ricorso: “La strategia contro il Covid prevede diverse cartucce, ma la prima è il vaccino, solo dopo arrivano i monoclonali. Io conto sul fatto che da aprile si stabilizzeranno le consegne dei vaccini e che potremo contare su quelli. E’ fondamentale però attivare tutti gli strumenti che una sanità pubblica ha per fronteggiare l’epidemia, i monoclonali tra questi”.

Quanto ai vaccini, Ricciardi spiega che non c’è da preoccuparsi perché l’Europa ha fatto una scommessa su 7 farmaci. Pfizer ha rafforzato gli impianti produttivi e credo nei trasferimenti tecnologici tra aziende e Paesi in grado di supplire alle carenze di produzione, è un tema su cui si sono espressi in molti, andrà in porto”. Ciò che invece preoccupa il professore e consigliere del ministro Speranza è l’organizzazione del piano vaccinale: “Dobbiamo fare ancora un salto di qualità, già adesso ci sono problemi sulla gestione delle prenotazioni e delle somministrazioni per gli ultra 80enni, pur essendo ancora lontani dalla vaccinazione di massa. Cosa succederà più avanti quando avremo più dosi, quando dovremo vaccinare 24 ore su 24? Il problema è gestionale e va risolto al più presto. Bisogna guardare- spiega Ricciardi- a Paesi come Regno Unito e Stati Uniti, Israele, la vaccinazione di massa è un’impresa eccezionale, ci vuole una capacità gestionale altrettanto eccezionale, significa somministrare 250mila italiani ogni giorno, tutti i giorni, con una collaborazione forte tra Stato e Regioni. Attualmente questa buona volontà è sulla carta”.

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