Venezuela, Di Battista: “Non riconosceremo mai un presidente autoproclamato”

ROMA - "Non possiamo permettere che il Venezuela diventi la nuova Libia. Non è questione Maduro sì o Maduro no.
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ROMA – “Non possiamo permettere che il Venezuela diventi la nuova Libia. Non è questione Maduro sì o Maduro no. IL punto oggi per quanto mi riguarda è spingere l’Italia affinché sposi la linea Messico-Uruguay, una linea rivolta ad un tentativo di dialogo tra governo e opposizione per trovare una strada migliore per il Venezuela”. Lo ha affermato Alessandro Di Battista ieri sera a margine del comizio elettorale a sostegno di Sara Marcozzi alla Regione Abruzzo svoltosi a Chieti cui ha preso parte anche il vicepremier Luigi Di Maio.

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“Se pensiamo di dare un ultimatum, sanzioni, congelamento dei beni venezuelani e chissà cos’altro significa già fare strada ad un intervento armato tale e quale a quello che è successo in Libia. Se oggi subiamo i flussi migratori – ha aggiunto – è perché nel 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano spinse il Governo Berlusconi che si è piegato in maniera pavida, a dare il via a bombardamenti Nato soprattutto francesi, inglesi e americani che hanno destabilizzato la Libia e hanno fatto cadere Gheddafi. E che è successo? La Libia è un inferno”.

“La nostra Costituzione- ha concluso – tutela la pace all’articolo 11 per cui il nostro governo deve favorire il dialogo. Questo governo, quello dei 5 stelle, non riconoscerà mai un presidente autoproclamatosi”.

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