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Macerata, il Gus al fianco dei feriti. Lattanzi: “Sono ragazzi come i nostri”

Parla Giovanni Lattanzi, il coordinatore del Gruppo Umana Solidarietà che ospitava due degli stranieri feriti a Macerata
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ROMA – Stavano passeggiando per il centro di Macerata, insieme a tanti coetanei, quando sono stati raggiunti dai colpi sparati dal ventottenne Luca Traini. La loro unica colpa, se così si può dire, il colore della pelle. Due giovani ospiti del centro di accoglienza gestito dalla Ong Gus sono ora sottoposti a interventi chirurgici. Uno operato d’urgenza al polmone, è in prognosi riservata. L’ altro si sta sottoponendo ad Ancona a un intervento di ricostruzione della mano.

“Sono ragazzi che ospitiamo e che stanno portando avanti un percorso di integrazione perfettamente riuscito”, spiega il coordinatore del Gus Giovanni Lattanzi, raggiunto dall’agenzia Dire. “Siamo in attesa di ricevere aggiornamenti dai medici. Speriamo che nessun altro ospite sia stato vittima dell’attentatore, stiamo facendo verifiche”, spiega Lattanzi, dall’ospedale di Macerata.

Purtroppo, aggiunge, “la cronaca e anche un modo sbagliato di affrontare il tema da parte di alcune forze politiche possono far dimenticare che stiamo parlando di persone, con una loro biografia, percorsi di vita e di studio, affetti, amicizie. Esattamente come per noi, come per i nostri ragazzi. Più tardi diffonderemo le loro storie. Sono sicuro che quando le conosceranno, tutti si immedesimeranno in quei vissuti. Al di là della nazionalità, al di là del colore della pelle”. Lattanzi invita “la politica a tenere bassi i toni del confronto. Ognuno deve fare il suo. Qualche partito in particolare- aggiunge- deve smetterla di alimentare un clima sbagliato“.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

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