Un francobollo dalla Francia per ricordare il pioniere italiano in Antartide

BOLOGNA - La Francia celebra il 'pioniere' moderno dell'Antartide: lo scienziato 'bolognese' Mario Zucchelli: è a lui che viene dedicato
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BOLOGNA – La Francia celebra il ‘pioniere’ moderno dell’Antartide: lo scienziato ‘bolognese’ Mario Zucchelli: è a lui che viene dedicato un francobollo che allo stesso tempo è anche un tributo alla ricerca italiana in Antartide.

Due giorni fa, infatti, la Francia ha emesso un francobollo dedicato appunto all’ingegnere di Crevalcore Mario Zucchelli (1944-2003), per anni responsabile del Programma nazionale di ricerche in Antartide che, iniziato nel 1985, si è sviluppato in una serie di campagne scientifiche annuali con il coinvolgimento di quattro enti italiani: Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), Cnr (Consiglio nazionale delle Ricerche), Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Ogs (Organizzazione gestione servizi).

Dalla Baia Terra Nova alla Concordia Station

La presenza italiana in Antartide è passata prima dalla base di Baia Terra Nova, poi denominata Stazione Mario Zucchelli, e successivamente nel sito Dome C dov’è sorta, in collaborazione con la Francia, una stazione permanente di ricerca, la Concordia Station, a circa 1.200 chilometri di distanza dalla precedente. “Proprio per celebrare l’importante contributo alla realizzazione della base franco-italiana Concordia, raffigurata nel francobollo insieme al ritratto di Zucchelli su sfondo tricolore, è stato emesso il francobollo celebrativo”, annuncia la Città metropolitana di Bologna.

L’anno scorso, per i 30 anni della prima missione in Antartide, il Comune di Crevalcore ha ricordato con una serie di iniziative il suo concittadino, a cui si deve la realizzazione della stazione scientifica italiana permanente, fra le più avanzate in Antartide e che ora appunto porta il suo nome.

Operativa dal 1986 la stazione, che in origine era conosciuta come Baia Terra Nova, si affaccia sul Mare di Ross.


Chi era Zucchelli

Ingegnere e scienziato, direttore del Centro Ricerche Enea del Brasimone, Zucchelli nel settembre 1987 divenne capo del progetto Antartide e responsabile dell’attuazione del Programma nazionale di ricerche in Antartide. “Il suo lavoro pionieristico non si limitava alla ricerca scientifica, ma era anche organizzativo e logistico: quando giunse Zucchelli- ricorda ancora la Città metropolitana- la stazione muoveva i primi passi”; con lui una casetta di legno e tende (scienziati e tecnici dovevano risalire sulla nave di appoggio per dormire), si trasformò in un centro permanente con strutture avanzate. Ora conta circa 7.000 metri quadri coperti, costituiti da laboratori di ricerca (chimica, biologia, geologia, elettronica, ci sono una sala calcolo e un acquario), magazzini, impianti, alloggi e servizi; può ospitare fino a 124 persone, ha circa 100 mezzi tra terrestri, da neve e marini. I servizi includono officine, locali mensa e per il tempo libero, infermeria e pronto soccorso, tre grandi serbatoi di kerosene ciascuno da 600.000 litri, un distributore di carburante. Una sala controllo coordina tutte le operazioni in corso, locali e remote. Gli impianti tecnici comprendono una centrale elettrica, il dissalatore, l’inceneritore, il depuratore delle acque reflue e, per le esigenze dei laboratori, due liquefattori di gas (azoto ed elio). Oggi la stazione è un presidio scientifico nevralgico, soprattutto da quando il mare di Ross è stato dichiarato riserva marina.

La base Zucchelli sorge vicino a un importante ghiacciaio dell’Antartide, a un vulcano e a due colonie di pinguini. Si svolgono attività di geologia, biologia marina e astrofisica. Zucchelli fu anche un precursore degli studi del clima attraverso la perforazione e il carotaggio dei ghiacci.

La nave oceanografica

Ed è sempre grazie alla determinazione dello scienziato bolognese se, in quegli anni, l’Italia si dotò di una nave oceanografica, l’Italica, utilizzata per 20 anni e oggi smantellata. Zucchelli portò a termine 15 spedizioni in Antartide raggiungendo importanti obiettivi; oltre alla stazione scientifica creò le condizioni perché il nostro Paese potesse partecipare a importanti accordi di collaborazione internazionale, bilaterali e multilaterali, in particolare nel campo degli studi dei cambiamenti climatici globali. Il 16 ottobre 2003 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito della Medaglia d’Oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte.

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