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Ricostruire la storia del clima sulla Terra dal ghiaccio

Il progetto Beyond Epica Oldest Ice vuole ricostruire la storia del clima della Terra studiando il ghiaccio prelevato a 3 km di profondità

Pubblicato:02-12-2022 12:35
Ultimo aggiornamento:02-12-2022 12:35

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ROMA – Ricostruire la storia climatica della Terra tornando indietro nel tempo fino a 1 milione e mezzo di anni, alla scoperta delle temperature e della concentrazione dei gas serra del passato: un lavoro fondamentale per gli studi di paleoclimatologia che sarà possibile analizzando il ghiaccio dell’Antartide prelevato a quasi 3 chilometri di profondità. È l’obiettivo del progetto Beyond Epica Oldest Ice, finanziato dalla Commissione europea con 11 milioni di euro, il progetto punta a completare il carotaggio nei prossimi anni ed è coordinato da Carlo Barbante, direttore dell’Istituto di scienze polari (Isp) del Cnr e docente all’Università Ca’ Foscari Venezia. Dodici i centri di ricerca partner, di dieci paesi europei e non: oltre a Cnr e Università Ca’ Foscari, per l’Italia partecipa ENEA, incaricata della logistica insieme all’Istituto polare francese (IPEV). Nel campo remoto Little Dome C un team di 15 persone lavorerà per due mesi a oltre 3200 metri di quota sul plateau antartico, con temperature medie estive di -35°C, con il compito di iniziare la fase di perforazione profonda. Il campo di Little Dome C è stato allestito all’interno di un’area di circa 10 chilometri quadrati a 35 chilometri dalla base italo-francese di Concordia sul plateau antartico orientale, uno dei luoghi più estremi del pianeta. La campagna di quest’anno si chiuderà a fine gennaio 2023.

BARBANTE (ISP): “RIPARTIAMO DAI 130 METRI DI PROFONDITÀ

“Nella precedente campagna, nonostante condizioni proibitive con raffiche di vento e una temperatura quasi sempre sotto i -40°C, abbiamo allestito un campo in grado di ospitare per mesi fino a 15 persone e un complesso sistema di perforazione”, afferma Carlo Barbante, presente in campo nel corso della campagna 2021-22. “Ripartiamo dai 130 metri di profondità raggiunti un anno fa per avviare la vera e propria perforazione profonda, con l’obiettivo di scendere di alcune centinaia di metri entro fine gennaio 2023”, aggiunge il direttore.


La storia climatica e ambientale del nostro pianeta è conservata nel ghiaccio e può fornire informazioni fino a centinaia di migliaia di anni addietro sull’evoluzione della temperatura e sulla composizione dell’atmosfera. I ricercatori saranno in grado quindi di stabilire le concentrazioni dei differenti gas serra, come metano e anidride carbonica, nell’atmosfera del passato, mettendole in relazione all’evoluzione delle temperature.

“Riteniamo che questa carota di ghiaccio ci possa fornire informazioni sul clima del passato e sui gas serra presenti nell’atmosfera durante la transizione del Medio Pleistocene (MPT), avvenuta tra 900.000 e 1,2 milioni di anni fa”, conclude Barbante. “Durante questa transizione la periodicità climatica tra le ere glaciali è passata da 41.000 a 100.000 anni; perché questo sia avvenuto è il mistero che ci proponiamo di risolvere”. 

IL TEAM DELLA CAMPAGNA 2022/23

Il team della campagna 2022/23 è composto da: Frank Wilhelms, Matthias Hüther, Gunther Lawer, Martin Leonhardt e Johannes Lemburg dell’Istituto Alfred Wegener (Germania), Robert Mulvaney del British Antarctic Survey (Regno Unito), Julien Westhoff dell’Università di Copenhagen, (Danimarca), Romain Duphil dell’Università di Grenoble-Alpes (Francia), Romilly Harris Stuart del Laboratoire des sciences du climat et de l’environnement (Francia), Giuditta Celli del Cnr-Istituto di Scienze Polari e dottoranda dell’Università Ca’Foscari Venezia (Italia), Saverio Panichi, Michele Scalet e Andrea De Vito dell’ENEA (Italia). Nella base di Concordia opereranno a supporto Markus Grimmer e Florian Krauss dell’Università di Berna (Svizzera).

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