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Onu e Unione Africana denunciano ‘apartheid dei viaggi’ causa Omicron

Guterres: "Esistono strumenti per viaggiare in sicurezza, usiamoli"
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ROMA – Sul Covid-19 l’Africa è “condannata” due volte: per l’accesso ridotto ai vaccini e per le misure restrittive che, con il manifestarsi della variante omicron, l’hanno isolata dal resto del mondo. A denunciarlo il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat.

“Esistono strumenti per viaggiare in sicurezza” la premessa di Guterres. “Allora utilizziamoli per evitare di generare, se mi permettete di dire così, un apartheid dei viaggi”. Di “segregazione” ha detto anche Faki, che rispetto alla variante omicron ha aggiunto: “È emerso che quel tipo di virus esisteva in uno o due Paesi europei ben prima che il Sudafrica facesse le sue rivelazioni”.

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Secondo il presidente della Commissione, l’Unione Africana, l‘Onu e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) faranno di tutto per far comprendere che dal punto di vista scientifico le restrizioni agli spostamenti internazionali non sono giustificate e che devono dunque essere revocate. Divieti di ingresso dal Sudafrica e da alcuni altri Paesi confinanti sono stati introdotti nei giorni scorsi sia dall’Unione Europea che da Gran Bretagna, Stati Uniti, Israele o Giappone.

Ieri in Sudafrica responsabili del servizio sanitario hanno riferito di un aumento dei contagi, con circa 8.500 casi in 24 ore. Secondo Maria van Kerkhove, esperta dell’Oms, alcuni dei pazienti colpiti dalla variante omicron hanno manifestato sintomi “lievi” ma per avere un quadro chiaro dei nuovi rischi bisognerà aspettare ancora giorni. A oggi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, casi della variante omicron sono stati accertati in 24 Paesi, dall’America all’Europa all’Africa.

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