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L’esercito etiope riprende Lalibela, sito patrimonio dell’umanità

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Cade anche Shewa Robit, per il fronte del Tigray è una 'ritirata strategica'
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ROMA –  L’esercito regolare etiope, stando a quanto comunicano fonti ufficiali, avrebbe ripreso il controllo delle città di Shewa Robit, situata 220 chilometri a nord della capitale Addis Abeba, e di Lalibela, sede di antiche chiese scavate nella roccia “patrimonio dell’umanità” dell’Unesco, circa 350 chilometri ancora più a nord-ovest. Quest’ultima città era caduta nella mani del Fronte di liberazione del popolo tigrino (Tplf) ad agosto, mentre la prima è stata conquistata dalle truppe tigrine e dai loro alleati la scorsa settimana.

Secondo il portavoce del governo Legesse Tulu, l’esercito di Addis Abeba sarebbe prossimo a riconquistare anche Dessie, importante snodo autostradale sia in direzione nord che in direzione est, verso il confine con Gibuti e quindi verso uno dei principali sbocchi al mare dell’Etiopia. Dessie dista dalla capitale circa 380 chilometri.

Al momento il Tplf, stando a un comunicato pubblicato sui social da uno dei suoi portavoce, l’ex rettore dell’università di Macallè Kindeya Gebrehiwot, ha affermato di aver messo in atto “una ritirata strategica” da alcune aree ritenute meno importanti tatticamente delle regioni di Amhara e di Afar. Ieri il primo ministro Abiy Ahmed ha sostenuto che “la vittoria è inevitabile fino a che tutti gli etiopi saranno uniti“.

L’immagine del premier al fronte in abiti militari mentre parla con le truppe è stata rilanciata da diversi media filo-governativi. L’esatta localizzazione di Abiy, premio Nobel per la Pace nel 2019, non è stata resa nota. Esercito etiope e Tplf si fronteggiano dal novembre 2020. Le ostilità erano inizialmente circoscritte alla sola regione settentrionale del Tigray, ma si sono poi estese a tutto il nord del Paese.

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