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Indagine ‘Terre des Hommes’: “Il 70% delle ragazze italiane ha subito molestie”

"Fondamentale sensibilizzare la nostra società ad una cultura del rispetto, per combattere lo stereotipo di genere che ha fatto e continua a fare molte vittime"
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ROMA – Hanno subito molestie o apprezzamenti sessuali (70%), sono state palpeggiate in luoghi pubblici (31%), il 40-50% di loro ha fatto finta di nulla di fronte a queste molestie per paura o per vergogna. In generale, 9 su 10 di loro non si sentono al sicuro. Sono le ragazze e adolescenti italiane secondo quanto emerge da una indagine condotta dall’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo.

“Il sesso femminile è, nonostante tutto, ancora percepito come il sesso debole e lo dimostrano tutti quegli episodi nei quali ogni qualvolta una donna è vittima di maltrattamento e abusi emergono espressioni come ‘se l’è scelto lei’ o ‘se l’è cercata’, quasi la donna/debba assumersi la colpa di un qualcosa che è avvenuto a suo danno ma che si dà per scontato sia stato provocato da lei stessa”. A constatarlo è Marianna Trojano, psicoterapeuta e responsabile dell’area Psicologica della sede campana dell’Osservatorio violenza e suicidio.

“Un tempo- prosegue- si parlava di ‘delitto d’onore’, finalizzato a preservare, tutelare e ripristinare la dignità familiare. Ora invece si parla di ‘delitto passionale’, ma non è cambiato molto dal momento che il principio causale è similare. Si tratta- infatti- pur sempre di delitti dove il movente è il sentirsi traditi, umiliati per aver perso il controllo su ciò che veniva percepito come di propria proprietà, incapace di pensiero, di decisioni autonome e privo di libertà di espressione. Molti femminicidi, specie quelli commessi dagli ex partner- spiega l’esperta- sono perpetrati da uomini deboli, fragili, insicuri, incapaci di elaborare il ‘lutto della separazione’ che viene percepito come abbandono. E a fronte dell’abbandono si sentono quasi in diritto di ledere e distruggere l’identità e la reputazione di quella che allora era di proprio dominio”.

La rete e i social media si dimostrano, purtroppo, un valido alleato per chi nutre sentimenti di vendetta. “L’uso del web sembra essere diventato lo strumento ‘mortificante’ più veloce e immediato ma che al contempo può generare effetti e conseguenze devastanti e drammatiche sul piano psicologico“. Tra le forme di vendetta più utilizzate online c’è il cosiddetto ‘revenge porn’: “Un’azione lesiva- spiega la psicoterapeuta- tanto pericolosa da indurre la persona a percepirsi come inerme, impotente ed annientata tanto da non vedere più alcuna forma di via d’uscita, se non quella di rinunciare alla vita. Ecco perché è fondamentale sensibilizzare la nostra società, a partire dalle fasce più giovani, ad una cultura del rispetto, per combattere lo stereotipo di genere che ha fatto e continua a fare molte vittime, anche con l’aiuto delle istituzioni scolastiche”.

L’Osservatorio violenza e suicidio è attivo su tutto il territorio nazionale mediante l’istituzione e la collaborazione di varie sedi regionali, “volte ad offrire supporto psicologico e legale a chiunque senta il bisogno di dar voce ad una forma di malessere e disagio vissuta sulla propria pelle e senta il bisogno- conclude- di essere aiutato”.

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