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VIDEO | Cremona decuplica da 45 a 400 i dipendenti in smartworking: “La crisi accelera l’innovazione”

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Dopo Bergamo e Milano metropoli terza e ultima puntata del viaggio della Dire nel lavoro che cambia: "Riunioni di giunta con un foglio elettronico comune a tutti invece degli appunti".
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Di Lucio Valentini

MILANO – Spesso dai momenti di crisi vengono fuori le innovazioni più significative, di rottura. È il lato positivo di una catastrofe come la pandemia, spiega la segretaria generale del Comune di Cremona Gabriella di Girolamo: “Adesso durante una giunta ci confrontiamo con davanti un foglio elettronico in comune, che modifichiamo durante la discussione”. La nuova prassi accorcia notevolmente i tempi. “Prima ciascuno prendeva appunti e bisognava mettersi d’accordo successivamente, oggi invece intendiamo tutti la stessa cosa: questa è produttività. Manterremo questo sistema, perché è semplicemente migliore”.

Lo smart working, al comune di Cremona, non ha creato disagi, semmai ne ha risolti: il 22 marzo il sindaco Gianluca Galimberti è rimasto chiuso in casa dopo essere risultato positivo al virus, ma grazie alle possibilità del lavoro da remoto, racconta l’assessora al personale e alla pubblica istruzione Maura Ruggeri, “è sempre stato in contatto con chi era in prima linea”.

Oggi a Cremona lavorano in modalità agile meno della metà dei 625 dipendenti del comune: i 138 tra insegnanti e cuochi che si occupano dell’istruzione da 0 a 6 anni, che a Cremona è gestita dal comune, sono in presenza, e in smart working restano “solo” 250 dipendenti, rispetto ai 400 che lavoravano da casa nel pieno della pandemia, a marzo.

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