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Tg Politico, edizione del 2 dicembre 2019

A cura della redazione politica
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SCONTRO IN AULA TRA SALVINI E CONTE

Nuovo duello tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini nell’aula del Senato. Dopo quello del 20 agosto, che segnò la fine del governo gialloverde, il premier e il segretario della Lega tornano a incrociare le spade sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. “Tutti i ministri sapevano delle trattative- dice Conte- contro di me accuse infamanti”. La Lega non accetta la ricostruzione del premier e chiede le sue dimissioni. “Lo vedo nervosetto- attacca Salvini- a mentire è lui oppure Gualtieri, ma credo che il bugiardo sia Conte”.

RIFORMA DEL FONDO SALVA STATI, DECIDERA’ IL PARLAMENTO

Sara’ il Parlamento a decidere sull’adesione dell’Italia alla riforma del Mes, il meccanismo di stabilita’ europeo. Al termine di un lungo vertice a palazzo Chigi la maggioranza giallorossa prende altri dieci giorni di tempo prima di decidere sulla contestata riforma. Si e’ infatti deciso che il Governo affrontera’ il negoziato senza nessun rinvio. Ma la parola finale sara’ data al Parlamento che votera’ l’11 dicembre, in occasione delle comunicazioni del premier Conte alle Camere sul consiglio europeo. Soddisfatto il Pd con Dario Franceschini. Il M5s chiede modifiche al testo della riforma.

PASSA IL DL FISCALE, DOPPIO NO DI ITALIA VIVA

Passa il decreto fiscale in commissione finanze alla Camera, ma i renziani votano due volte contro. Licenziato il testo per l’aula, con Italia viva che dice ‘no’ alla norma sul carcere agli evasori e alla misura che stoppa l’estensione dello spazzacorrotti dai partiti alle fondazioni. Sul carcere agli evasori il centrodestra lascia l’aula. Matteo Renzi attacca gli alleati di Pd e M5s: “Di giorno sui social fanno i moralisti, di notte in commissione salvano le loro fondazioni”, scrive su twitter.

ROMA CAPITALE, PIÙ RISORSE E FESTA PER I 150 ANNI Fare di Roma il vero centro d’Italia con leggi adeguate e risorse importanti. E, in vista dei 150 anni della proclamazione di Roma capitale che ricorrono l’anno prossimo, preparare i festeggiamenti. Magari con un monumento ad hoc. Lo chiedono 34 tra deputati e senatori di ogni schieramento, raccolti nell’Osservatorio parlamentare per Roma. “E’ ora- dicono – di recuperare un insostenibile ritardo storico che pesa, oltre che direttamente sui residenti a Roma, sull’Italia intera”.

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