First lady Nigeria: “I social? Controlliamoli come in Cina”

In Nigeria c'è una proposta di legge per regolamentare l'utilizzo di internet e punire i messaggi pericolosi per la sicurezza nazionale. La first lady è favorevole
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ROMA – “Se la Cina sorveglia i social media dei suoi un miliardo e 300 milioni di abitanti, non vedo perchè la Nigeria non possa provare a controllare solo 180 milioni di persone”. Con queste parole la first lady della Nigeria, Aisha Buhari, ha espresso il proprio sostegno a un controllo statale sui social media, alimentando il dibattito su una proposta di legge che regolamenti l’utilizzo di internet. Le parole della moglie del presidente Muhammadu Buhari, pronunciate nel fine-settimana, nel corso di una riunione del Consiglio supremo degli affari islamici (Nscia), sono arrivate alcuni giorni dopo la presentazione in Senato del “Protection from Internet Falsehood and Manipulation Bill 2019”.

Con il provvedimento, proposto dal senatore Muhammad Sani Musa, si vuole, tra le altre cose, introdurre pene fino a tre anni di reclusione per chi posti sui social media frasi ritenute “potenzialmente minacciose per la sicurezza nazionale“. Fonti locali riferiscono che le parole della first lady sono state oggetto di critiche che si sono aggiunte alla protesta esplosa contro la proposta di legge di Musa sui social, scandita su Twitter dall’hasthag #Saynotosocialmediabill. Il documento presentato in Senato ha ricevuto anche la condanna di alcune organizzazioni internazionali impegnate nella difesa dei diritti umani. Tra queste Human Rights Watch (Hrw), che lo ha definito un tentativo di “criminalizzare le critiche” al governo.

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