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VIDEO | Fridays for Future blocca l’avvio di Cop21 a Napoli

Le forze dell'ordine sono intervenute intimando agli attivisti di allontanarsi in alcuni casi utilizzando anche scudi e manganelli
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NAPOLI – Gli attivisti di Fridays for Future Napoli stamattina hanno occupato l’ingresso del Castel dell’Ovo di Napoli prima che prendesse il via la Cop21, conferenza delle Parti aderenti alla convenzione di Barcellona per la protezione del mare e delle regioni costiere del Mediterraneo.

Un gruppo composto da alcune decine di ragazzi ha deciso di sedersi a terra per bloccare l’avvio dei lavori, invocando il passaggio “dalle parole ai fatti” nella protezione ambientale. Le forze dell’ordine sono intervenute per liberare l’accesso a Castel dell’Ovo, intimando agli attivisti di allontanarsi. Al diniego dei giovani, gli agenti hanno caricato gli attivisti, trascinandoli all’esterno dello spazio e poi impedendo che potessero rientrare anche utilizzando scudi e manganelli.

Due ragazzi sono stati fermati e portati in questura. “Siamo stati accolti così per aver detto che siamo stanchi di sentire chiacchiere e vuoti proclami – dicono – che non siamo più disposti a compromessi, che invece di chiacchierare per quattro giorni di blue economy bisognerebbe mettere in campo soluzioni concrete contro le emissioni di Co2, contro le grandi aziende inquinanti, contro qualsiasi forma di devastazione ambientale. Esigiamo immediatamente la liberazione degli strikers fermati”.

I ragazzi si sono quindi recati all’esterno della questura per chiedere la liberazione degli attivisti e alle 15 si incontreranno per un’assemblea pubblica. “Non abbiamo nulla da ascoltare da questi signori, ancora una volta siamo di fronte ad una passerella, i ministri dell’Ambiente dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo – denunciano – sono a Napoli a riempirsi la bocca di vuoti proclami. Per questo non abbiamo intenzione di stare a guardare e la Cop sarà bloccata e contestata in ogni modo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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