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Crack Isoldi, Gdf sequestra beni per 200 milioni di euro

BOLOGNA - Nuova stangata per Pierino Isoldi, il noto immobiliarista di Forlì a capo di un impero costruito
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BOLOGNA – Nuova stangata per Pierino Isoldi, il noto immobiliarista di Forlì a capo di un impero costruito in modo illecito tra la Romagna e San Marino e abbattuto da un’inchiesta per evasione fiscale che ha portato alla condanna dello stesso Isoldi a 12 anni nell’ambito del fallimento delle sue società (la Spa e la Holding). La Guardia di Finanza ha eseguito oggi le misure di prevenzione patrimoniale per 200 milioni di euro, chieste nel maggio 2014 dalla Procura di Forlì nei confronti di Isoldi, dei suoi familiari e delle sue società ancora in vita.

Gdf“In questi giorni- spiegano le Fiamme gialle- il Tribunale di Forlì, dopo un articolato contraddittorio con le parti, accogliendo quasi integralmente le richieste avanzate dal procuratore, ha disposto il sequestro delle quote societarie, di diverse società, nonché di 93 fabbricati, oltre a terreni e autovetture, anche intestate ad altre persone ma di fatto nella disponibilità di Isoldi, per un valore complessivo di quasi 200 milioni di euro”.

La Guardia di Finanza è all’opera “dalle prime luci dell’alba per sequestrare intere palazzine e appartamenti di lusso a Forlì, Cesena e altre località della costa romagnola e colline forlivesi, intere aree edificabili, vigneti e terreni agricoli nonché auto di grossa cilindrata e partecipazioni societarie di imprese immobiliari e agricole”. Quello in corso in queste ore, sottolinea la Gdf, “è sicuramente il più grosso sequestro effettuato a livello nazionale in applicazione di una misura di prevenzione antimafia in capo a un evasore fiscale, a conferma della straordinaria efficacia dello strumento introdotto nel 2011 dal legislatore”.

Isoldi, 56enne di Forlì, era finito al centro delle indagini condotte dal nucleo di Polizia tributaria di Forlì e dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma, coordinati dalla Procura di Forlì, che hanno fatto emergere un “sofisticato meccanismo teso a incassare assegni (bancari e circolari) e vaglia trasferiti illecitamente nella vicina Repubblica di San Marino”. Isoldi, ricorda la Guardia di Finanza, “in maniera disinvolta trasferiva titoli e contanti per circa un milione di euro attraverso fittizie movimentazioni tra le sue società e ignare persone da e per San Marino, grazie anche a tolleranti istituti di credito italiani”.

Dall’esame delle carte, ottenute grazie alla collaborazione delle autorità giudiziarie del Titano, “emergeva che Isoldi, mediante un reticolo di posizioni bancarie e fiduciarie accese presso istituti di credito della Repubblica di San Marino, aveva trasferito, nel tempo, ingenti capitali, molti più di quelli inizialmente rinvenuti”.
Da qui iniziava l’indagine della Guardia di Finanza sull’immobiliarista, che “nel corso degli anni, attraverso decine di società, ha creato un impero economico anche attraverso l’impiego di somme di denaro derivanti dall’evasione fiscale, in parte schermate attraverso il ricorso a società fiduciarie, italiane e sammarinesi”. Nel maggio 2014, è arrivata dunque la richiesta di sequestro da parte della Procura di Forlì per 200 milioni di euro a carico di Isoldi, che oggi è stata eseguita.

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