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Lega di Governo o sovranista? Giorgetti contro Salvini, lui se ne frega e abbraccia Bolsonaro

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L'editoriale del direttore Nico Perrone
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ROMA – Vero che il leader della Lega non si tocca fino a quando si cambia, ma ormai è lotta per il futuro politico del partito. Giancarlo Giorgetti, numero due dei lumbard e ministro dello Sviluppo economico, nell’intervista a Bruno Vespa per il suo nuovo libro, ha indossato i guantoni contro Matteo Salvini e non ha fatto sconti: “Se vuole istituzionalizzarsi in modo definitivo, Salvini deve fare una scelta precisa. Capisco la gratitudine verso la Le Pen, che dieci anni fa lo accolse nel suo gruppo. Ma l’alleanza con l’Afd non ha una ragione“, ha detto.

Per Giorgetti, insomma, il problema principale del Capitano è quel suo flirtare sempre con sovranisti e parafascisti europei e nostrani, No vax e No Europa che sono in giro, senza capire che siamo in una nuova fase e così danneggia la credibilità della Lega. Per il ministro leghista è ormai chiaro, se non si comincia a riallacciare rapporti costruttivi non solo a livello europeo ma anche internazionale per la Lega sarà difficile arrivare ad esprimere, in caso di vittoria alle prossime politiche, un presidente del Consiglio mal visto a livello europeo.

Salvini la svolta europeista l’ha fatta? Ha chiesto Vespa: “È un’incompiuta – ha risposto Giorgetti – ha certamente cambiato linguaggio. Ma qualche volta dice alcune cose e ne fa altre. Può fare cose decisive e non le fa”. Giorgetti ha in mente una Lega nel Partito popolare europeo anche se precisa che “voglio portare la Lega in un altro posto. Non ci sono due linee, al massimo sensibilità diverse. Amando le metafore calcistiche, direi che in una squadra c’è chi è chiamato a fare gol e chi è chiamato a difendere. Io, per esempio, ho sempre amato Andrea Pirlo. Qualcuno deve segnare, qualcuno deve fare gli assist…”.

“Mi chiede – ha detto ancora Giorgetti – se io e Salvini riusciremo a mantenere un binario comune. Continueremo a lavorare così finché il treno del Governo viaggia veloce, altrimenti rischiamo noi di finire su un binario morto. Il problema non è Giorgetti, che una sua credibilità internazionale se l’era creata da tempo. Il problema è se Salvini vuole sposare una nuova linea o starne fuori. Questa scelta non è ancora avvenuta perché, secondo me, non ha ancora interpretato la parte fino in fondo. Matteo è abituato a essere un campione d’incassi nei film western… ma i western stanno passando di moda. Secondo me, sono finiti con ‘Balla coi lupi’. Adesso in America sono molto rivalutati gli indiani nativi”. Un confronto aspro, che si farà sempre più duro nei prossimi giorni man mano che si avvicinerà l’ora del Quirinale.


Ma Salvini di Giorgetti se ne frega, ed è subito corso a Pistoia per abbracciare il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, nel corso della cerimonia per ricordare i soldati brasiliani morti in Italia durante la Seconda Guerra mondiale. “Grazie per la sua presenza in Italia – ha detto il segretario leghista – . Voglio chiedere scusa per le polemiche di pochi che riescono a dividere anche in una giornata di memoria, onore, valore, coraggio e libertà. L’amicizia tra i nostri popoli è più forte“. Il leader della Lega si è anche messo in posa per la foto con il presidente Bolsonaro, che per come non ha saputo gestire la pandemia Covid nel suo Paese ora rischia di essere incriminato per crimini contro l’umanità.

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