A che ora chiude l’Italia? Tra Governo e Regioni continua il braccio di ferro

L'editoriale del direttore Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – È ancora confronto-scontro tra Governo e Regioni sulle nuove misure da adottare per fermare i contagi in Italia. Il problema ruota attorno a chi deve assumersi la responsabilità delle nuove chiusure: da una parte il Governo nazionale pensa a stop localizzati lì dove l’indice di trasmissione (Rt) supera l’1,5; le Regioni, al contrario, spingono perché le misure riguardino tutto il territorio nazionale senza creare differenziazioni. Il confronto è molto aspro, e oggi è dovuto intervenire anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato di “ruolo decisivo” delle Regioni “nel fronteggiare la pandemia” in collegamento con il presidente e il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti. Mattarella ha auspicato “la più stretta collaborazione tra tutte le istituzioni dello Stato”. Da parte sua il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, forse stufo delle critiche perché decide tardi e sempre da solo, oggi è venuto in Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, per illustrare le linee fondamentali del nuovo decreto che, dopo il dibattito, si concluderà stasera con un voto. Solo dopo aver incassato il via libera del Parlamento, il Presidente del Consiglio tirerà fuori il nuovo provvedimento previsto tra stasera e domani. A quanto si è saputo conterrà misure valide per i prossimi 15 giorni e fondate da una parte su un mini-lockdown nazionale valido per tutti e dall’altra su interventi condivisi più restrittivi sulla base appunto dei dati epidemiologici delle singole regioni. Nel dibattito si è inserito anche l’Ordine nazionale dei medici chiedendo subito un blocco generale visto che il sistema sanitario sta entrando in sofferenza.

Per quanto riguarda il nuovo decreto su base nazionale, al momento, ci sarà il divieto di circolazione di sera (si discute se a partire dalle 18 o dalle 21) con deroghe per motivi di lavoro, salute e necessità. In questi casi si dovrà compilare di nuovo il modulo di auto-certificazione. Su questa base non sarà possibile circolare nelle Regioni classificate a rischio alto o molto alto. Per le scuole superiori, in queste regioni, ci sarà il 100% di didattica a distanza, e la capienza massima dei mezzi pubblici passerà al 50%. I centri commerciali chiuderanno sabato e domenica salvo farmacie e alimentari. Da parte delle Regioni si insiste nel chiedere che i provvedimenti vengano adottati a livello nazionale e chiedono garanzie certe sui soldi e sui tempi di accreditamento per quelli che dovranno chiudere le loro attività o che saranno colpiti dai nuovi provvedimenti. Anche stavolta il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, si è voluto distinguere chiedendo il blocco totale della mobilità nel fine settimana. Altro nodo quello delle scuole da lasciare aperte e in presenza. Si discute se, oltre alle superiori, passare alla didattica a distanza anche le terze e seconde medie, mentre c’è chi vorrebbe arrivare alla chiusura totale.

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2 Novembre 2020
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