ROMA – Il decreto pubblica amministrazione, il question time e il ritorno della legge elettorale. Vediamo da vicino di cosa si è occupata questa settimana l’aula.
Lunedì via libera al decreto Pubblica amministrazione, che dopo due giorni è stato approvato dal Senato ed è quindi diventato legge. Il decreto regola nuove assunzioni, ferie e funzionamento dei comuni. Tra le novità anche interventi su sanità e protezione civile. Le opposizioni hanno contestato un provvedimento definito minestrone, che fallisce nel suo obiettivo: rendere più efficiente l’azione dello Stato. Accusa ovviamente respinta dalla maggioranza.
Mercoledì durante il question time si è parlato anche di Campi Flegrei, l’area vulcanica alle porte di Napoli. Il governo, tramite il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, ha annunciato che intende cambiare strategia: meno emergenza, più prevenzione. Rispondendo a un’interrogazione dei Cinquestelle, Musumeci ha annunciato un provvedimento pluriennale urgente, atteso presto in Consiglio dei ministri, che prevederà tra le altre cose dei fondi per gli abitanti che decidono di lasciare l’area.
Secondo i dati Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, in Italia ogni cittadino produce oltre 500 chili di rifiuti urbani all’anno e di questi 73 sono in plastica. Non stupisce quindi che l’Europa abbia provato a normare l’uso e il consumo di plastica. Il governo, per recepire i regolamenti europei, ha emanato il decreto imballaggi, che è stato approvato definitivamente giovedì. Addio agli involucri di frutta, verdura e bevande, ai cosmetici usa e getta degli alberghi: d’ora in avanti dovranno essere tutti di materiale riciclabile o compostabile, come prevedono le regole europee. La maggioranza si ritiene soddisfatta del provvedimento: esistono materiali molto diversi, hanno sottolineato in aula, e una norma seria deve saperli distinguere. Critiche Avs e Cinquestelle, che hanno votato contro.
E arriviamo alla legge elettorale, che dopo il passaggio in Senato è tornata alla Camera. Giovedì c’è stato il voto segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Il clima era piuttosto effervescente. Aula piena fin nei banchi del governo, zeppo di ministri. Il primo test è stato superato in scioltezza dal centrodestra, che ha votato compatto: 229 voti a 151. Nessun franco tiratore. Resta da vedere cosa succederà la prossima settimana quando ci sarà il voto finale. In aula il dibattito ha visto la maggioranza difendere il premio di maggioranza contenuto nella riforma; mentre le opposizioni hanno criticato nuovamente quelle che definiscono finte preferenze.
Appuntamento alla prossima settimana, a giovedì 8 ottobre, quando ci sarà il voto finale segreto sulla legge elettorale. Giorgia Meloni ha avvertito la maggioranza, senza giri di parole: “Se non passa la fiducia il governo va a casa”.


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