mercoledì 7 Ottobre 2026

I Paesi del G7 aprono le riserve: in arrivo 100 milioni di barili di “diesel e greggio” per “far scendere i prezzi”

Lo ha annunciato Macron dopo una videoconferenza con gli altri leader. Meloni: "Abbiamo condiviso le nostre iniziative, dal tetto ai prezzi agli interventi sulle accise"

ROMA – I Paesi del G7 immetteranno nel mercato fino a 100 milioni di barili di “diesel e greggio” per “far scendere i prezzi”: lo ha comunicato il presidente francese, Emmanuel Macron.

“Ho appena riunito i leader del G7 – ha scritto sui social – per discutere della situazione energetica mondiale. Siamo d’accordo per lavorare in modo coordinato per contribuire alla riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi, in particolare del diesel. Abbiamo deciso di: rendere la produzione flessibile per produrre al massimo delle nostre capacità delle nostre raffinerie, liberare le nostre riserve strategiche fino a 100 milioni di barili, entro 4 mesi, con i nostri partner, sotto la coordinazione dell’Agenzia internazionale dell’energia, non adottare alcuna misura di restrizione degli scambi di prodotti energetici e petroliferi tra paesi partner”.

Alla videoconferenza presieduta da Macron ha partecipato anche Giorgia Meloni. I Leader, spiega una nota di palazzo Chigi, hanno concordato una risposta coordinata alla volatilità dei mercati energetici.
Nel suo intervento, la Presidente del Consiglio “ha condiviso le iniziative del Governo per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese: il tetto ai prezzi dei carburanti ottenuto dalle principali compagnie petrolifere, gli interventi sulle accise e le proposte presentate dall’Italia alla Commissione europea. Ha inoltre sostenuto un’azione coordinata sulle scorte, mirata sul gasolio, e ha rilanciato la proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo”.

“Coordineremo i piani di manutenzione delle raffinerie del G7 per evitare interruzioni simultanee della capacità produttiva e aumenteremo temporaneamente i tassi di utilizzo ove possibile – scrivono i leader dei Paesi del G7 in una dichiarazione congiunta – Incoraggiamo inoltre il dialogo con i paesi dotati di significative capacità di raffinazione affinché incrementino la produzione globale di prodotti raffinati, in particolare il diesel, alla luce delle attuali pressioni di mercato in questo segmento”.

Il G7, si legge ancora, “chiede all’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia) di monitorare l’attuazione immediata e completa degli impegni assunti per il marzo 2026. A tal fine, tenendo conto degli impegni già assolti, attueremo i nostri impegni attraverso un rilascio coordinato, tramite l’AIE, di 100 milioni di barili (MB) da avviare immediatamente nell’arco di quattro mesi; tale misura includerà un rilascio sostanzioso e anticipato di diesel – da parte dei membri e dei partner del G7 – entro i primi 20 giorni. Nei prossimi giorni ci riuniremo nell’ambito dell’AIE per discutere la possibilità di ulteriori rilasci di diesel, qualora necessario”.

“Ribadiamo il nostro impegno ad astenerci dall’imporre restrizioni all’esportazione di energia e prodotti energetici tra i paesi del G7 ed esortiamo tutti i produttori a evitare divieti che potrebbero esacerbare le tensioni di mercato”.

“Invitiamo l’AIE a monitorare l’impatto di tali misure sulla sicurezza energetica e sulla stabilità del mercato, nonché l’attuazione degli impegni assunti. Entro 20 giorni dovrà essere presentato un rapporto di verifica contenente raccomandazioni operative per migliorare le risposte future, incluso il ripristino delle scorte”, si legge ancora nella dichiarazione.

“Condanniamo i continui attacchi dell’Iran contro i paesi vicini della regione e le sue azioni di disturbo al commercio internazionale, alla sicurezza energetica e all’economia globale. Chiediamo il ripristino immediato e completo dei diritti e dei principi di navigazione nello Stretto di Hormuz ed esprimiamo la nostra determinazione a intensificare gli sforzi collettivi a tal fine. Apprezziamo l’impegno degli Stati Uniti volto a garantire il libero flusso commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. Manterremo le sanzioni contro la Russia, collaborando al contempo con l’AIE e i partner globali per prevenire ulteriori ripercussioni sui mercati dei carburanti, del gas e delle altre materie prime”.

“Le preoccupazioni dei nostri cittadini riguardo ai prezzi dell’energia rimangono una priorità assoluta. Monitoreremo attentamente l’evolversi della situazione e saremo pronti ad adeguare le misure secondo necessità. Gli accordi odierni segnano un passo avanti verso un futuro energetico più sicuro, trasparente e resiliente”.

L’ALLARME PREZZI IN EUROPA

Per la prima volta il prezzo medio di un litro di gasolio nel Regno Unito ha superato la soglia psicologica delle due sterline. Secondo i dati diffusi dalla RAC, l’associazione britannica degli automobilisti, e riportati dal Guardian, questa mattina la media ha superato il precedente record di 199,09 pence al litro, registrato nel giugno 2022.

Dall’inizio della guerra con l’Iran, alla fine di febbraio, il diesel è rincarato del 40,5%: allora costava 142,38 pence al litro. Un pieno da 55 litri costa oggi 110,01 sterline, 31,70 in più rispetto al 28 febbraio.

Alla base dei rincari generalizzati anche nel resto dei Paesi europei, c’è il conflitto in Medio Oriente ma anche le minacce degli Stati Uniti di introdurre un divieto sulle esportazioni di gasolio, che potrebbe spingere ulteriormente al rialzo i prezzi. Il Regno Unito, ad esempio, è uno dei Paesi che più dipendono dal diesel importato.

Intanto il Brent è in calo del 2,7%, a 99,54 dollari al barile. E secondo il Financial Times, il prezzo all’ingrosso del gasolio in Europa è sceso bruscamente: il contratto future di riferimento ha perso quasi il 6%. Un calo che è diretta conseguenza delle pressioni dell’amministrazione Trump sui Paesi europei affinché immettano sul mercato le proprie scorte di carburante.

In questo contesto, l’Europa guarda al modello Meloni: la petro-diplomazia per contenere i costi dei carburanti, in una fase di tensioni internazionali che lasciano pochi spiragli di azione.

Leggi anche