martedì 6 Ottobre 2026

Sgarbi, la rabbia della figlia Evelina: “Lo hanno esibito tutta l’estate”

La ventiseienne punta il dito contro chi ha affiancato il padre negli ultimi mesi e chiede responsabilità per le sue attuali condizioni cliniche

ROMA – Accuse durissime sul ricovero in terapia intensiva di Vittorio Sgarbi. A rompere il silenzio, dopo il consulto con i medici, è la figlia ventiseienne Evelina, che punta il dito contro chi ha affiancato il padre negli ultimi mesi e chiede responsabilità per le sue attuali condizioni cliniche. Il critico d’arte e figura politica, 74 anni, si trova, infatti, al Policlinico Gemelli di Roma da mercoledì sera per una grave insufficienza respiratoria scatenata da un’infezione batterica ai polmoni, complicata da un quadro cardiaco compromesso. “Sono sconvolta– ha dichiarato al suo rientro a Milano, come riportato da Repubblica– L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore”.

La giovane rivendica di aver cercato a lungo di frenare la sovraesposizione pubblica del padre e riapre una spaccatura familiare già finita aule di tribunale: “Purtroppo il mio grido di dolore non è stato ascoltato in tempo- si legge ancora sul quotidiano- Io oggi mi ritrovo con mio padre in rianimazione circondato dalle stesse persone che lo hanno trascinato ed esibito tutta l’estate, incuranti dello stress e della fatica immane a cui hanno sottoposto un fisico già fortemente debilitato da tutte le patologie in corso”.

La battaglia di Evelina Sgarbi non nasce oggi. Già a metà agosto la figlia aveva denunciato pubblicamente come lo stato di salute del critico trascendesse la depressione accertata durante il precedente ricovero al Gemelli della primavera 2025, occasione in cui Sgarbi era arrivato a pesare 59 chili. Attraverso l’analisi delle cartelle cliniche condotta con esperti di fiducia, la figlia aveva riscontrato “patologie croniche neurologiche e cardiache” incompatibili con la routine dello show business, promuovendo per questo un’istanza al Tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno.

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