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Calcio, Emanuele Filiberto dice addio alla Real Aversa: “Gli ultras non parlano italiano”. Poi la precisazione

Il principe abbandona la gestione della squadra campana, che milita in serie D

Pubblicato:02-10-2023 12:52
Ultimo aggiornamento:02-10-2023 16:57
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emanuele filiberto
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ROMA – Emanuele Filiberto dice basta col calcio ad Aversa. Il principe lascia la gestione della Real Aversa Normanna, che milita in Serie D, per colpa di “dieci pseudo ultras che non sono neanche in grado di formulare in italiano una frase di senso compiuto”. Almeno questo è quello che si legge in un comunicato diffuso in giornata dalla squadra campana, poi smentito dal principe: “Sono il primo a parlare male l’italiano…”

IL COMUNICATO

La sua ‘Casa Reale Holding’ ha comunicato la decisione dopo la contestazione dei tifosi al termine della sconfitta per 1-4 contro la Puteolana. Il titolo va al sindaco di Aversa. “Oggi termina il nostro progetto calcistico ad Aversa- si legge nella nota- non avendo alcuna intenzione di avere a che fare con quei 10 pseudo ultras che oggi hanno dato sfogo a tutta la loro frustrazione, senza tener conto di non essere neanche in grado di formulare in italiano una frase di senso compiuto. Quanto accaduto allo stadio Papa durante la sfida Aversa-Puteolana è qualcosa di inaudito, soprattutto alla luce dei sacrifici sostenuti l’anno scorso e che continuiamo a sostenere per mantenere il calcio ad Aversa. Avevamo chiarito che stavamo rivedendo tutto e che dal 10 ottobre saremmo ripartiti, anche in previsione dell’apertura del mercato di dicembre. Contestare andando nel personale, con frasi volgari ed ingiuriose, è inaccettabile e vergognoso“.

LA PRECISAZIONE

Emanuele Filiberto non può aver offeso gli ultras del Real Aversa “che non sono neanche in grado di formulare in italiano una frase di senso compiuto”. Perché, dice, “sono il primo a parlare male l’italiano, dopo trent’anni di esilio. Anche per questo non vado mai sul personale”. Il principe di casa Savoia smentisce, intervistato da Repubblica, l’addio alla società campana dopo la contestazione. Almeno il suo…
“Il comunicato è stato scritto da Lorenzo Ragosta, amministratore unico del Real Aversa– spiega- Io non c’entro nulla. Non mi occupo dell’Aversa in prima persona, come invece faccio col Savoia che, con il Portici, compone il terzetto di squadre che controlliamo. Sono parole di Ragosta che allo stadio è stato vittima di attacchi molto pesanti, e non solo verbali. Minacce vere, oltre ai soliti cori contro la proprietà. Ragosta era con un altro socio della nostra holding, Nazario Matachione: se la sono vista brutta“.


“Noi- continua Filiberto- abbiamo salvato il Real Aversa, che era retrocesso dalla Serie D all’Eccellenza e stava fallendo. Abbiamo compiuto uno sforzo notevole per comprarlo e per mantenerlo. Non ho mai promesso la promozione immediata della squadra. Volevo garantire gli stipendi dei giocatori e di chi lavora nella società e ci siamo riusciti. Andrò avanti se avrò il sostegno della piazza, con comportamenti degni e civili. Non possiamo mica fare beneficenza e prendere anche gli insulti. Il calcio deve unire, non creare divisioni e violenza”.

La frase sui tifosi che non parlano italiano “mi fa incazzare. Non è un comunicato firmato da me, ripeto. Non mi sarei mai permesso di scrivere una cosa simile. È normale che se la prendano con me, sono la persona più visibile, viene più facile attaccare Emanuele Filiberto. Io ho rispetto per i tifosi più accesi, al Savoia calcio ci intendiamo perfettamente, c’è dialogo, so bene che le squadre di calcio vivono grazie alla loro passione. Però c’è un limite a tutto”.

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