Il 15% degli adolescenti soffre di patologie croniche

"Vanno seguiti dal pediatra". Il rischio è che, in un'età di confine, sfuggano alle necessarie visite
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ROMA – Gli adolescenti sono un decimo della popolazione italiana, sei milioni e mezzo di cittadini, e circa il 15% soffre di una patologia cronica. Sono tanti ma numerose anche le problematiche che li riguardano, spesso invisibili al Sistema sanitario nazionale. Da qui la necessità di “mettere il pediatra al centro dell’assistenza dell’adolescente ed estendere questa assistenza fino al 18esimo anno di età, sia che si operi nel territorio che se si svolga la propria attività in ospedale”. Lancia un obiettivo chiaro Vita Cupertino, consigliere di coordinamento del Gruppo di studio ‘Adolescenza’ della Società italiana di pediatria (Sip), nato nel 2016 sotto la guida di Gianpaolo De Luca in qualità di segretario.

Domani, con questa premessa, il Gruppo di studio ‘Adolescenza’ dà il via al suo primo congresso nazionale per ricordare che “l’adolescenza copre un decennio della vita ed è il periodo in cui si passa dalle cure pediatriche al medico dell’adulto. Una fase di transizione piena di cambiamenti fisici- continua Cupertino- e anche una delle età più difficili dal punto di vista psicologico”.

Le famiglie non sempre lo sanno, ma “l’ultimo bilancio di salute l’adolescente lo fa a 12 anni- precisa il medico- a 14 esce dall’età pediatria che, però, si può prorogare su richiesta fino a 16 anni. A quell’età è importante parlare ai ragazzi in modo corretto, per incentivarli a farsi controllare“.

I 16 anni diventano così terra di confine: “Gli adolescenti si sentono fuori luogo, troppo grandi per il pediatra e troppo piccoli per il medico dell’adulto e finiscono per non farsi visitare sebbene molte malattie croniche mettano radici proprio in questo periodo. Se non le affrontiamo in modo professionale- avvisa la pediatra- rischiano di creare una discontinuità nella cura, con gravi ripercussioni nell’arco della vita”. Parliamo di patologie metaboliche, come l’obesità o il diabete, di patologie osteoarticolari e allergiche. Si aggiunga che in pandemia “molti ragazzi con malattie croniche non hanno neppure potuto fare i follow-up e, data la giovane età, le cicatrici saranno ancora più brutte”.
Cupertino conclude senza giri di parole: “Sono malattie che iniziano in età infantile, prima dell’adolescenza, allora chi più del pediatra può seguire questi bambini nell’evoluzione verso l’età adolescenziale? Il bambino che inizia ad avere il diabete a 5 anni, o già ad 1 anno, magari vorrà continuare a farsi seguire dal pediatra. Esiste il periodo della transizione e per le malattie croniche deve occuparsene il pediatra”.
Al congresso del Gruppo di studio ‘Adolescenza’ si parlerà anche di alimentazione dalla prima infanzia all’adolescenza, di Osteocondrosi e si lascerà spazio alle riflessioni. Sono previsti i saluti del presidente della Sip Alberto Villani.
Ecco il programma: https://www.jbprof.com/public/corsi/Programmi/732-Programma.pdf

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2 Ottobre 2020
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