L’infettivologo Bassetti: “In caso di contatti non c’è alternativa alla quarantena”

"Con il tampone abbiamo solo un'istantanea, virus potrebbe essere in fase di incubazione", dice l'infettivologo
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GENOVA – “Non c’è alternativa alla quarantena nel caso di contatti. Sarebbe, inoltre, da evitare l’esecuzione di tamponi come screening di massa e dire a chi li fa ‘sei negativo, stai tranquillo’. Stiamo imparando, se si vuole imparare”. Lo scrive su Facebook il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, commentando la notizia dei primi due positivi nel Napoli calcio, dopo il caso Genoa.

“Se c’era bisogno della conferma che fare tamponi nel momento sbagliato poteva creare un focolaio, ecco la prova certa- prosegue l’infettivologo- domenica mattina il Genoa ha tamponi negativi, ma gioca secondo protocollo la partita con il Napoli con qualcuno che era già positivo nonostante la negatività. Ora arriva la notizia che anche alcuni giocatori del Napoli sono divenuti positivi”. Per Bassetti, “quello del Genoa è un caso paradigmatico: con il tampone abbiamo solo un’istantanea. Chi ha il tampone negativo oggi, potrebbe averlo positivo domani o tra quattro giorni, in quanto in fase di incubazione. Non metto in dubbio l’utilità dei tamponi, come strumento di diagnosi e tracciamento, sono scettico sulla loro tempistica, sulla strategia di tamponi come una rete a strascico e sulla loro interpretazione nell’asintomatico”.

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Il presidente della Società italiana di terapia antinfettiva ribadisce che “in chi ha avuto contatti con un caso certo o chi proviene da un Paese a rischio, è inutile e fuorviante fare un tampone troppo presto, sarebbe meglio la quarantena. Il tampone negativo rischia di essere un falso messaggio e far abbassare la guardia”.

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