Bufera nel gruppo Gedi, pronta la vendita di 4 testate: giornalisti in sciopero

A rischio la Gazzette di Modena e Reggio Emilia, la Nuova Ferrara e il Tirreno di Livorno. I giornalisti in sciopero per 24 ore
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REGGIO EMILIA – C’è forte preoccupazione tra i giornalisti delle Gazzette di Modena e Reggio Emilia, la Nuova Ferrara e il Tirreno di Livorno, testate del gruppo Gedi presieduto dal presidente di Fca John Elkann. Che secondo un articolo pubblicato dal sito “Professione reporter” avrebbe infatti intenzione di vendere i quattro quotidiani per poi scalare “Il Sole 24 Ore”. L’operazione sarebbe quindi finalizzata a liberarsi di una quota di tirature, per non superare il numero massimo che un gruppo editoriale può concentrare ai sensi della normativa antitrust.

Ieri sono intervenute sulla vicenda la Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali della Stampa di Emilia-Romagna e Toscana, sottolineando che “Ferme restando la libertà d’impresa e le regole del libero mercato, la vendita di testate giornalistiche richiede sempre una particolare accortezza nella valutazione dei progetti industriali, della solidità imprenditoriale e dell’affidabilità dei compratori”.

Oltre ai posti di lavoro, rileva il sindacato, “sono in gioco l’informazione, bene pubblico essenziale e costituzionalmente garantito, e il ruolo fondamentale dei giornali per la crescita dell’opinione pubblica e delle comunità di cittadini”. L’auspico è quindi ad un “ripensamento” del gruppo Gedi, “anche alla luce del radicamento delle testate sui territori di riferimento e del patrimonio di professionalità di cui sono dotate”.

LE TESTATE IN SCIOPERO

A stretto giro di posta arriva poi oggi la presa di posizione delle assemblee dei quotidiani: Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, Il Mattino di Padova, Corriere delle Alpi, Il Piccolo, Il Tirreno, La Nuova Ferrara, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Sentinella del Canavese, La Tribuna di Treviso e Il Messaggero Veneto. Che, come prima azione dimostrativa, hanno indetto uno sciopero di 24 ore per la giornata di oggi, con sospensione degli aggiornamenti web fino alle ore 11.30 del 3 ottobre. Domani quindi i giornali non saranno in edicola e sono stati affidati ai Cdr ulteriori pacchetti con giornate di astensione del lavoro.

Entrando nel merito della questioni, i giornalisti sottolineano in primo luogo come “la notizia della trattativa di vendite di quattro giornali del gruppo Gedi (il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara) giunge dopo un periodo di disinteresse totale dei vertici del gruppo rispetto alle dinamiche delle singole redazioni dei 13 giornali Gnn ex Finegil”. La “volontà di dismettere alcune, o tutte le testate ex Finegil- continuano- era evidente da tempo, nonostante le rassicurazioni date nell’unico incontro avuto quest’anno con l’amministratore delegato e il direttore editoriale di Gnn”.

L’operazione in corso poi “è particolarmente grave, nelle dinamiche e negli effetti, perché porterà alla distruzione dell’esperienza che da più di 40 anni rappresenta Finegil: un’informazione locale libera e indipendente legata a un grande gruppo editoriale (Editoriale L’Espresso, poi Gedi). Questo ha garantito giornali di qualità in decine di province italiane”.

Per i lavoratori è evidente che “l’intenzione, se confermata, di vendita a editori che mai hanno fatto questo mestiere, distrugge questo modello e indebolisce l’intero sistema informativo italiano”. I giornalisti domandano anche, “se l’operazione ideata e avviata solo pochi mesi dopo avere assunto la guida del principale gruppo editoriale italiano rappresenta solo un’operazione contabile o se è stata valutata la sua sostenibilità futura, anche a breve termine, sia per le persone coinvolte dalla cessione che per le testate che svolgono un servizio importante nelle loro comunità”. Aspetti, viene evidenziato, “che non dovrebbero essere indifferenti ad un imprenditore ‘responsabile’, con la sua lunga storia e il ruolo indiscusso che esercita nel mercato e che vuol continuare ad esercitare”.

A questo punto “la richiesta che facciamo all’editore, oltre a quella di convocare immediatamente i Cdr coinvolti nella trattativa di vendita rispondendo alla loro richiesta già avanzata martedì e finora disattesa, è quella di venderci tutti, ma venderci in blocco”. In questo modo, spiegano i lavoratori, “potremo salvaguardare conoscenze, esperienze e, più in generale, un modello di informazione glocal che ha avuto successo e che in quasi tutte le realtà rende ancora economicamente, a differenza della stampa nazionale che appare in una crisi disastrosa”.

ANZALDI: GOVERNO RIFERISCA SU VENDITE E ACQUISIZIONI GEDI-FCA

“Il sottosegretario all’Editoria Martella verifichi e riferisca al più presto in Commissione Cultura sulle indiscrezioni secondo cui il Gruppo Gedi di Fca, già proprietario dei quotidiani nazionali Repubblica, Stampa e Secolo XIX e di una quota importante di quotidiani locali, starebbe pensando di smembrare le testate dell’ex gruppo Finegil e venderne alcune in una logica di spezzatino per poter acquistare un’altra testata nazionale come Il Sole 24 Ore, creando una concentrazione che potrebbe ledere il pluralismo e danneggiare testate storiche come Il Tirreno, La Nuova Ferrara, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio“. Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, componente della commissione Cultura alla Camera.

“Si mettono a rischio – prosegue Anzaldi – pluralismo, posti di lavoro, integrità delle testate, anche perché la cessione senza un’attenta valutazione dei piani industriali dei nuovi editori potrebbe aprire una voragine su un settore fondamentale come la stampa locale, in particolare in un momento storico come l’attuale, con la pandemia in corso, che ha visto moltiplicarsi la domanda di informazione affidabile. L’allarme lanciato anche dalla Fnsi e dall’Ordine dei giornalisti della Toscana richiede immediati chiarimenti”.

PELLICANI (PD): GOVERNO INTERVENGA SU VENDITA GRUPPO GEDI

“Apprendo con grande preoccupazione la notizia della trattativa in corso per la vendita di quattro giornali del Gruppo Gedi (il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara). Esprimo piena solidarietà ai colleghi oggi in sciopero. Chiederò al governo di intervenire e di fare chiarezza“. Così il deputato veneziano Nicola Pellicani, che parla “in qualità di dipendente del gruppo in aspettativa”, in quanto prima di darsi alla politica lavorava a ‘La nuova Venezia’, e ritene che “sarebbe un errore madornale spacchettare i giornali ex Finegil, che sono fortemente radicati nei territori e costituiscono un modello informativo locale di grande successo e, a differenza della stampa nazionale, rappresentano ancora una realtà che regge anche economicamente”.

Del resto, “fermo restando la libertà di impresa, la vendita delle testate giornalistiche non può essere trattata come un qualsiasi prodotto industriale“, sottolinea il dem. Perché non solo “si mettono a rischio i posti di lavoro oltre che un patrimonio professionale e di conoscenze”, ma “sono in gioco i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, quali la libertà di stampa e di informazione”.

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2 Ottobre 2020
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