Caso Siri, ora la Giunta del Senato autorizza i pm

L'indagine riguarda il caso di presunto autoriciclaggio, dopo il prestito ottenuto dal senatore da un istituto bancario di San Marino
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ROMA – La Giunta della immunità del Senato dice sì all’autorizzazione al sequestro del computer del senatore della Lega Armando Siri. I sì alla proposta del relatore Francesco Urraro sono stati tredici (M5s, Pd, Leu, Italia Viva). Hanno votato contro otto senatori di opposizione (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia).

Prima del voto i partiti di minoranza avevano sollevato la richiesta di un rinvio del voto visto che Siri, nelle scorse settimane, ha comunicato ai pm la sua «disponibilità a far procedere a una ricerca selettiva per chiavi» dentro al suo pc. Dopo un ampio dibattito per decidere sull’eventuale ‘pausa di riflessione’, la maggioranza compatta ha deciso di far procedere alla votazione.

L’indagine riguarda il caso di presunto autoriciclaggio, dopo il prestito ottenuto dal senatore da un istituto bancario di San Marino, a quanto pare senza le necessarie garanzie. La richiesta sul sequestro del Pc passa ora all’esame dell’Aula che ha l’ultima parola. Intanto la Giunta dovrà affrontare una seconda richiesta dei pm a carico del senatore della Lega: il sequestro del suo cellulare.

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2 Ottobre 2019
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