FOTO | Giappone, le idee italiane per Kumamoto: agriturismo e albergo diffuso

L'ambasciatore Starace d'accordo con l'idea di sviluppo della prefettura giapponese: "I turisti italiani chiedono nuove destinazioni, non le solite"
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Il modello italiano dell’agriturismo, consolidato e di successo, e quello più recente ma altrettanto promettente, dell’albergo diffuso. Il primo ha rivitalizzato intere aree rurali fornendo prezioso reddito aggiuntivo agli agricoltori (e la possibilità di una vacanza diversa e piena di stimoli per gli utenti). Il secondo ha letteralmente fatto rinascere splendidi e fascinosi borghi abbandonati e vuoti. Questi due innovativi modelli turistici italiani hanno attirato l’attenzione della prefettura giapponese di Kumamoto, circa 2 milioni di abitanti, situata sull’isola di Kyushu con capoluogo l’omonima città di Kumamoto.

 

Le principali istituzioni pubbliche e private, a partire dalla prefettura e dalla locale Higo bank, motore economico dell’area, hanno infatti manifestato un chiaro interesse nell’applicazione di questi modelli sul loro territorio. “Pensiamo a una applicazione del modello dell’albergo diffuso a Kumamoto come misura contro lo spopolamento dei borghi”, spiega alla DIRE Satoshi Tsuchiyama, amministratore delegato e direttore esecutivo della Higo Bank. Una prima applicazione potrebbe essere nell’isola di Iwajma, con l’intenzione di proporre “un modello di successo”.

Per affinare la conoscenza di questi innovativi modelli turistici “alcune aziende dell’isola di Iwajma verranno in Italia per studiarli”, spiega Tsuchiyama, quindi “il prossimo mese rappresentanti della prefettura di Kumamoto e di Higo bank saranno in Italia per studiare i vostri borghi rinati grazie al modello dell’albergo diffuso”.

Un’ipotesi che vede il favore anche dell’Ambasciatore d’Italia in Giappone Giorgio Starace. “I turisti italiani chiedono nuove destinazioni, non le solite come Tokyo– spiega- così come giapponesi in Italia cercano i piccoli centri e scelgono anche rotte turistiche italiane spesso non battute dagli italiani stessi”. Insomma, “vale sempre offrire nuove mete, basta con il solito turismo”, chiosa Starace.

Kumamoto è una prefettura situata al centro dell’isola di Kyushu, nella parte Sud-occidentale del Giappone, caratterizzata da numerosi vulcani attivi, come il monte Aso, fiumi con rapide e sorgenti termali.

Il capoluogo della prefettura ospita il castello di Kumamoto, costruito originariamente nel XVII secolo. Le altre strutture risalenti al XVII secolo comprendono il Suizenji Jojuen, un giardino giapponese tradizionale, e la residenza Hosokawa, un’antica dimora samurai. Insomma, un territorio che offre numerose opportunità turistiche. Un’area che come praticamente tutto il Giappone è soggetta al rischio sismico, e nel 2016 l’ultimo forte terremoto, pochi mesi prima di quello che ha colpito il Centro Italia, l’ha squassata. Ad essere gravemente danneggiato dalle scosse fino all’ottavo grado Richter è stato il gioiello storico ed architettonico del castello di Kumamoto. I danni sono ingenti ma forte è stata la riposta. Higo bank si è schierata in prima linea per la ricostruzione, assumendosi l’onere del 50% del costo della ricostruzione e restauro (il restante 50% viene da fondi pubblici). Un grande impegno nei confronti del territorio che sta dando i suoi frutti, infatti dal prossimo mese riaprirà una parte del monumento, il cui grave danneggiamento è stato un vero e proprio shock per la popolazione: oltre ad essere uno dei tre castelli principali del Giappone domina la città. Fu al centro di battaglie storiche e conserva il santuario Kato, dove sono custoditi i resti del daimyo (potente signore del territorio) Kato Kiyomasa, che fece costruire il castello. Un luogo molto importante per la storia di tutto il Giappone teatro anche delle battaglie di Saigo Takamori, un samurai del feudo di Satsuma prima a favore e poi contro la Restaurazione Meiji, momento cruciale della storia nipponica che riportò il potere dai vari shogun all’imperatore, inizio dell’era moderna del Paese. Intanto, per i lavori di restauro del castello di Kumamoto sono stati valutati necessari ben dieci anni di lavori, ne sono passati tre e i segni di miglioramento sono evidenti. Le mura sono state ricostruite mattone per mattone, raccogliendo e catalogando quelle rotolate a terra a causa delle scosse. Continuerà quindi il grande impegno, soprattutto finanziario, per riportare il monumento al suo splendore. Impegno fortemente sostenuto da Higo bank, come detto, per il 50% dell’imponente impegno finanziario. Nel nome della vicinanza ai territori e vista la quasi contemporaneità del terremoto nel Kyushu e di quello del Centro Italia, nel 2016 la banca nipponica ha organizzato anche una raccolta fondi in favore di Amatrice, alla luce della comune sofferenza e comune volontà di rinascita dopo il sisma. L’area della prefettura di Kumamoto è vocata alla produzione agroalimentare, riso nell’interno e prodotti ittici sulle coste, come le imponenti piantagioni di alghe nori (quelle conosciute in Italia per via del sushi) o gli allevamenti di ostriche. Nell’area sorgono anche i primi allevamenti di mazzancolle del Giappone.

Si tratta di un’area che unisce montagna e mare, interni boscosi e spiagge, rappresentando quindi un’offerta turistica unica ma sottovalutata. Non manca la cultura, dal santuario di Aso al giardino di Suizen-ji Joju-en o l’area del Buzen Kaido, senza dimenticare le meraviglie del geoparco di Kuma, sito Unesco, o la caldera del vulcano Aso. Altro sito Unesco il porto di Misumi conservato così come era durante la rivoluzione industriale Meji. Insomma, un’area perfettamente vocata ai modelli dell’agriturismo e dell’albergo diffuso, con quest’ultima fattispecie che perfettamente risponde allo spopolamento dei piccoli centri sulle isole minori attirando turisti e trattenendo i giovani con attività commerciali e possibilità di impiego. Bellezze naturali e artistico-culturali che associate alla ricchezza di una vera e propria food valley nipponica fanno ben sperare. Il progetto sperimentale di agriturismo parte proprio dalla prefettura di Kumamoto, “poi vedremo come evolve”, dicono da Higo bank, in prima linea nel sostenerlo così come finanzia tutte le attività di Kumamoto, inclusi i nuovi modelli di accoglienza turistica. Uno dei primi esempi potrebbe sorgere sull’isola di Iwajima, che fu uno dei primi centri della cristianità in Giappone, diffusa tutto il Kyushu. Sull’isola si nascondevano in una sorta di catacombe i giapponesi cristiani convertiti da Francesco Saverio, evangelizzatore dell’Oriente e parte del nucleo di fondazione della Compagnia di Gesù. Tra le attività che saranno offerte ai futuri ‘agrituristi vista mare’, oltre alla possibilità di partecipare alla vita degli agricoltori e delle comunità locali, ciclismo, trekking nei boschi, pesca sulle coste e anche visite ai delfini nelle acque della cittadina costiera di Amakusa, anch’essa in lizza tra quelle votate a sperimentare i nuovi modelli turistici.

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2 Ottobre 2019
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