Il 65% dei bambini di oggi farà un mestiere che ancora non esiste

L’Unione Europea ha dichiarato che, per mancanza di competenze, entro il 2020 ci saranno 756.000 posti vacanti nel settore Ict
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di Valeria Barbarossa

ROMA  – Solo dieci anni fa era impensabile credere che si sarebbero svilupppati mestieri come il Data Scientist (figura molto ricercata dalle aziende perché esperta in analisi dei dati utili per creare business), il blogger, l’influencer o il social media manager. Grazie a piattaforme come YouTube, ad esempio, giovani imprenditori o semplicemente giovani appassionati hanno guadagnato milioni di dollari seguendo e approfondendo i loro interessi e facendo di questi un vero e proprio business. Secondo uno studio del World Economic Forum, il 65% dei bambini che attualmente frequenta la scuola primaria svolgerà un lavoro che ancora non esiste. Non è facile prevedere quali saranno queste nuove professioni ma un dato è certo: la tecnologia ha provocato un incredibile mutamento storico in ambito lavorativo e l’evoluzione di essa getterà le basi per nuove frontiere lavorative ancora sconosciute. La trasformazione digitale se da una parte, forse, esaurirà sempre di più mercati come quello del commercio perché già abbondantemente sostituito dallo shopping on-line, dall’altra garantirà la nascita di nuovi lavori che usciranno da schemi professionali ormai desueti e che daranno anche nuove opportunità di ricollocamento alle persone. A questo punto è importante chiedersi se l’istruzione e la formazione camminano al passo con le trasformazioni tecnologiche e digitali che portano a continui cambiamenti al mondo del lavoro. La questione è se c’è una discrepanza tra le esigenze professionali e la preparazione didattica e se questa si è abbastanza ‘modernizzata’ per rispondere alla domanda del mercato. In Italia sicuramente si assiste spesso ad una certa resistenza alle trasformazioni e l’istruzione andrebbe adeguata al continuo e veloce cambiamento. L’Unione Europea ha dichiarato che, per mancanza di competenze, entro il 2020 ci saranno 756.000 posti vacanti nel settore Ict degli Stati membri e l’Italia, dove il tasso di disoccupazione, ad agosto 2019, è al 9,5%, rispetto alla media europea, è in ritardo in diverse aree digitali.

 

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2 Ottobre 2019
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