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Firenze, meno prostitute in strada. E devono aspettare di più perchè i clienti latitano

Finora sono sei i clienti denunciati a Firenze perchè 'beccati' insieme a prostitute
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FIRENZE – Altri due ‘clienti’ sono finiti nella maglie dell’ordinanza emanata da Palazzo Vecchio per contrastare lo sfruttamento della prostituzione. Salgono a sei, quindi, le persone denunciate a Firenze. Lo rivela intervenendo in Consiglio comunale l’assessore alla Sicurezza Federico Gianassi che si sofferma sui risultati del provvedimento: “Già oggi la polizia municipale evidenzia una riduzione significativa del numero delle ragazze, circa il 30-40%. Ma soprattutto un clamoroso prolungamento dei tempi di permanenza delle ragazze sulla strada in attesa dei clienti. Questo indica una riduzione della domanda”.

IL FENOMENO SI SPOSTERA’ IN PROVINCIA?

C’è però anche la polemica politica, quella sollevata dai sindaci della cintura metropolitana alle prese con le conseguenza della misura, con le latitudini del fenomeno che potrebbe spostarsi nei comuni che ‘circondano’ il capoluogo toscano. “Sento dire, gli altri sindaci vanno in difficoltà? No, gli altri sindaci hanno la possibilità di adottare gli strumenti che ritengono opportuni. Certamente non posso accettare il ragionamento di un sindaco che dice ‘non adottate l’ordinanza contro lo sfruttamento della prostituzione perché potrei essere chiamato anche io ad affrontare quel problema’. Ciascuno risponde alle proprie comunità con i strumenti consentiti dalla legge”.

C’E’ ANCHE LA PROSTITUZIONE IN APPARTAMENTO

Le cronache delle ultime ore, però, parlano di un aumento dello sfruttamento e delle donne schiave, negli appartamenti. Ma Gianassi precisa: “La nostra ordinanza si aggiunge agli altri strumenti di contrasto allo sfruttamento della prostituzione, noi non ci sostituiamo alla magistratura né alle forze dell’ordine. Questa azione è in corso, continua, e colpisce ogni forma di prostituzione: quella in strada e quella in appartamento che, come ci risulta dalla indagini delle forze di polizia e dal lavoro dell’associazionismo, è un fenomeno assai diffuso”.

di Diego Giorgi, giornalista

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