Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Alle Paralimpiadi la ‘bambina di Chernobyl’ che colleziona ori

oksana masters
La storia di Oksana Masters, dall'orfanotrofio in Ucraina al successo con i colori degli Stati Uniti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Quando riesci a immaginare qualcosa, puoi essere quella cosa e perfino raggiungerla”: parole pronunciate da Oksana Masters, in un’intervista rilasciata a una testata americana prima di partire per Tokyo. E quelle parole si sono rivelate profetiche: l’atleta, che gareggia per gli Stati Uniti, si è già aggiudicata due medaglie d’oro alle Paralimpiadi, una nell’handbike e l’altra nell’handbike su strada.

Masters ha battuto così due record: è stata la prima atleta americana ad aver vinto sia alle edizioni invernali che estive delle Paralimpiadi e nella sua carriera è stata in grado di trionfare in ben quattro discipline sportive diverse: sci di fondo, paracanotaggio in coppia, parabiathlon (che combina lo sci di fondo con un tiro a segno) e handbike.

LA STORIA DI OKSANA

Successi tutt’altro che scontati se si considera che Oksana è venuta al mondo in Ucraina nel 1989 con gravi malformazioni congenite, che i medici attribuirono alle radiazioni del disastro nucleare di Chernobyl.

La bambina nacque con una emimelia peroneale (vale a dire senza l’osso perone) e pertanto subì l’amputazione di entrambe le gambe sopra il ginocchio, la prima a nove anni e la seconda a 13.

Oksana è stata sottoposta poi a ulteriori operazioni alle dita di entrambe le mani in modo da compensare la mancanza dei pollici.

Date le sue condizioni, i suoi genitori naturali decisero subito di abbandonarla in un orfanotrofio, ma all’età di sette anni l’insegnante di logopedia Gay Masters decise di adottarla e portarla negli Stati Uniti, dove la bambina ricevette tutte le cure di cui aveva bisogno e potè anche iniziare a praticare lo sport, a partire dal paracanottaggio.

Proprio questa disciplina – iniziata prima di subire l’amputazione della seconda gamba – le ha permesso di gareggiare e vincere in varie competizioni, nazionali e internazionali, fino a qualificarsi alle Paralimpiadi di Londra nel 2012 dove ha vinto una medaglia di bronzo in coppia con il veterano di guerra Rob Jones, che aveva perso entrambe le gambe nel 2010 durante una missione in Afghanistan. Dopo quella vittoria, Masters ha accusato problemi alla schiena ma non si è arresa: ha iniziato infatti a praticare sci di fondo e heandbike, discipline che le sono valse altre medaglie ai Giochi Paralimpici di Sochi nel 2014 e a Pyeongchang nel 2018, di cui due ori, tre argenti e due bronzi.

Ieri, al termine della gara di handbike su strada, ai giornalisti l’atleta, che ha 32 anni, ha detto: “Non posso crederci. Non avevo mai vinto una gara su strada in vita mia e non avrei mai pensato di potercela fare. Sono al settimo cielo. All’inizio ero così nervosa, non riuscivo nemmeno a sentire la presa ma quando ho sentito il fischio d’inizio sono partita col pilota automatico, ho semplicemente lasciato che il mio corpo andasse avanti”.

LEGGI ANCHE: Paralimpiadi, per Raimondi pokerissimo di medaglie. L’Italia eguaglia il record di Seul

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»