VIDEO | A Venezia Luca Marinelli e Pietro Marcello presentano “Martin Eden”, film tra riscatto culturale e lotta all’individualismo

Il film in concorso alla Mostra del Cinema e' stato presentato oggi in anteprima alla kermesse
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VENEZIA – “Una storia universale, di un ragazzo che diventa uomo e che si riscatta attraverso la cultura”. Con queste parole il regista e sceneggiatore di “Martin Edene”, Pietro Marcello, descrive a Venezia il suo lavoro in concorso alla Mostra del Cinema. Il film e’ una versione inedita e rivisitata dell’omonimo romanzo di Jack London, ambientata a Napoli e che ripercorre buona parte degli eventi del ‘900 italiano. Protagonista della pellicola un ottimo Luca Marinelli, che in “Martin Eden” regala al pubblico una delle sue migliori interpretazioni, recitando in molte scene in dialetto napoletano.

“Quando mi ha chiamato Pietro Marcello ero molto emozionato, perche’ dopo la visione di “Bella e perduta” ricordo solo di aver pensato ‘Fai che mi chiami questo regista, fai che mi chiami questo regista’”- ha dichiarato Marinelli durante la conferenza stampa di presentazione del film oggi al Lido, alla quale ha preso parte insieme a Marcello, a parte del cast e al co-sceneggiatore Maurizio Braucci. “Il lavoro sul personaggio e’ iniziato con la lettura del libro e ringrazio Pietro Marcello per questo. Questo libro parlava con me, cosi’ come la sceneggiatura. Lavorare con Pietro era come un dialogo attivo tra anime”.

“Martin Eden” non e’ soltanto un romanzo di formazione, ma ha anche, da un lato un chiaro intento pedagogico (ponendo l’accento sull’importanza dell’istruzione), dall’altra la volonta’ e il desiderio di mettere in guardia sui rischi dell’individualismo, motivo per il quale Jack London scrisse l’omonimo libro. A cio’ si aggiunge la cannibalizzazione che l’industria culturale fa degli artisti, i quali da iniziali ‘utilizzatori’ diventano spesso vittime di quest’ultima una volta raggiunto il successo.

Il film, che racconta la storia di un marinaio che sogna di fare lo scrittore, parte in maniera leggera, quasi onirico-sentimentale, per poi assumere una dimensione realista e molto concreta nella seconda parte, che potremmo definire “politica”. A spiegare le emozioni e i sogni del protagonista, per l’intero arco della narrazione, un montaggio intellettuale che Marcello realizza con materiali di repertorio.

“Ci sono molti materiali d’archivio, anche miei- ha dichiarato Martone-. Materiali di repertorio. E’ stata una decisione presa anche con i montatori. Volevamo raccontare il novecento con un montaggio contrappuntistico. Tra questi c’e’ quello piuttosto raro, con il quale inizia il film, di Enrico Malatesta. Questo e’ molto importante per noi perche’ a inizio secolo e’ stato il riferimento per il volontarismo etico e per l’anarchico socialista per eccellenza”.

Martin Eden vuole essere un messaggio “alle persone a pensare con la loro testa– ha dichiarato Braucci-, e il cinema puo’ dare un piccolo contributo in questo. Oggi la lotta di classe e’ unilaterale, dei ricchi contro i poveri. Io credo molto sui giovani, credo che la questione giovanile sia la prima che bisognerebbe affrontare in Italia al momento, sostenere i giovani significa sostenere il futuro”.

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2 Settembre 2019
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