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La senatrice Maiorino: “Escludere la bigenitorialità se la violenza è accertata”

alessandra maiorino m5s
L'esponente del M5S, che fa parte della commissione Giustizia del Senato e della commissione d'inchiesta sul Femminicidio, spiega il senso degli emendamenti presentati sulla riforma del processo civile
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ROMA – Gli emendamenti presentati in Commissione Giustizia sulla riforma del processo civile per le situazioni di violenza domestica nelle separazioni civili con affido dei minori “hanno la prima firma della presidente della Commissione Femminicidio Valeria Valente, ma di fatto hanno l’ampio ok di tutta la Commissione” contro le violenze di genere. “Sull’argomento c’è condivisione e una resistenza storica della Lega che ora emerge in maniera più concreta perché ci sono dei testi su cui discutere“. Lo spiega all’agenzia Dire Alessandra Maiorino, senatrice M5S che fa parte sia della commissione Giustizia a Palazzo Madama che di quella d’inchiesta sul Femminicidio.

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Su questi emendamenti, ricorda la senatrice, “abbiamo le firme di tutto il centrosinistra più Forza Italia, d’altra parte sono richieste assolutamente ragionevoli. Sono il minimo sindacale” sottolinea Maiorino, riferendosi specialmente all’emendamento che “chiede di escludere dalla bigenitorialità i casi in cui è rilevata una violenza“. La polemica generata dal senatore del Carroccio Simone Pillon è invece “strumentale. Qui nessuno si oppone al principio dell’affido condiviso tanto è vero che ci sono ancora alcune firme M5S al famigerato ddl Pillon”. Ma l’affido “va escluso quando sono conclamati casi di violenza”.

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Il problema di fondo, spiega la senatrice M5S, “è che generalmente c’è scarsa o nulla collaborazione tra tribunali penali e civili. Capita infatti che spesso ci sia discrasia e il tribunale civile si pronuncia senza tener conto di quanto sta avvenendo, o magari è già avvenuto, nel tribunale penale. Su questo aspetto l’Italia deve rispondere e porre rimedio, gli emendamenti vogliono incidere su questi aspetti”.

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Quanto alle Consulenze tecniche d’ufficio (Ctu), invece, “è un problema di perizie non sempre accurate, fatte magari da persone che non sempre hanno ricevuto una formazione specifica in merito”, precisa la senatrice. “Ma siccome queste perizie sono considerate determinanti dai giudici ai fini di una decisione, allora il rischio andrebbe evitato. Poiché la formazione è un processo che richiede tempo, con gli emendamenti presentati si chiede che il giudice si assuma intanto in prima persona la responsabilità di accertare questi elementi e non demandi più il tutto semplicemente alla relazione della Ctu“.


Il lavoro della Commissione Femminicidio, chiarisce la senatrice M5S, è stato finora “importante, abbiamo acquisito un numero davvero imponente di atti da cui presto uscirà una relazione. A breve avremo dati concreti su come viene applicata la norma e su quante volte la Pas, la sindrome di alienzazione parentale, viene utilizzata dai giudici nonostante non abbia alcun fondamento scientifico. È un grandissimo problema che purtroppo- conclude Maiorino- e grava quasi sempre sulle madri”.

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