Razzismo, Ogongo (Cara Italia): “Ho denunciato le minacce alla polizia”

L'attivista: "Nel mirino dei sostenitori della Lega e di Salvini"
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ROMA – “Oggi ho sporto denuncia alla polizia postale contro un signore che oltre agli insulti razzisti minacciava di aggredirmi per strada aggiungendo di sapere dove abito”. Lo fa sapere Stephen Ogongo, giornalista di origine keniana e fondatore del movimento anti-razzista Cara Italia, che conta 13mila sostenitori. Ogongo è anche l’ideatore di una campagna social con cui ha chiesto a Facebook di chiudere le pagine della Lega e del vicepremier Matteo Salvini “per diffusione di discorsi d’odio”. Un’iniziativa che però, scrive il giornalista, ha causato “l’aumento di minacce che già mi arrivavano da mesi” da parte “dei sostenitori di Salvini”, e si tratterebbe “di insulti tra i più orrendi e vergognosi che possiate immaginare”. Quindi, “oggi ho deciso di denunciare alla polizia gli autori di queste minacce. Lo annuncio non per scoraggiarli dal farlo, sarebbe inutile, ma perché tutti possiate avere un’idea concreta di cosa significa un ‘clima di odio e di persecuzione'”.

Ogongo prosegue: “Quando chiedo la chiusura dei social di chi fomenta direttamente o indirettamente il razzismo, quando chiamo in causa come corresponsabile lo stesso Facebook, lo faccio perché a me e ai tanti italiani di origine straniera che vivono in Italia è sempre più chiaro che dalle parole sì sta passando ai fatti”. Secondo il giornalista, “Salvini, e chi come lui fomenta queste reazioni, è più che un cattivo maestro, è un mandante ideologico di chi mi minaccia e insulta“.

La Lega, sostiene l’attivista, “attira i razzisti, che sui social esprimono il loro disgustoso razzismo senza vergogna. Ai dirigenti di Facebook che non accettano né di chiudere le sue pagine, né di usare gli strumenti di intelligenza artificiale in loro possesso per azzerare i contenuti che incitano all’odio razziale, dico che il danaro vale meno di una coscienza pulita”.

Ogongo prosegue: “La nostra campagna contro chi alimenta l’odio in modo politicamente corretto – sia online che sui media tradizionali – dà molto fastidio a chi ha costruito e basato la sua carriera politica sulla creazione dei nemici da incolpare per tutto ciò che non va nel paese”. Tuttavia, chiarisce l’attivista, “le provocazioni, gli insulti razzisti e le minacce dei sostenitori di Salvini non riusciranno mai a scoraggiarci”.

La campagna di Cara Italia ha raggiunto le principali testate nazionali, dopo che in un’intervista alla ‘Dire’ il suo ideatore ha riferito che uno degli attivisti, dopo aver segnalato la pagina ‘Lega – Salvini Premier’, ha ottenere una notifica di Facebook in cui si confermava la rimozione di alcuni post per violazione degli standard della community. La notizia è poi stata smentita dai portavoce di Facebook, e il vicepremier ne ha approfittato per pubblicare un post in cui, a corredo della foto di Ogongo, ricapitolava la vicenda. Sotto al post, come ha denunciato anche il portale di informazione ‘Business’, sono comparsi tra gli oltre 4.600 commenti anche insulti contro l’attivista come “torna a mangiare le banane”, “l’unica cosa che puoi ottenere è un biglietto per tornare nella giungla dalla quale sei arrivato”, “vai a drizzare la banane a casa tua.

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