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Bibbiano, in commissione d’inchiesta è subito scontro

Lega-Fdi fuori da presidenza: "Scorretto, vogliono silenziarci"
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BOLOGNA – E’ subito polemica all’insediamento della commissione regionale d’inchiesta  sul caso Bibbiano, in corso oggi in viale Aldo Modo. Il centrodestra infatti lamenta l’esclusione dalla conduzione dei lavori, visto che la presidenza andrà al Pd (Giuseppe Boschini) e le due vicepresidenze a 5 stelle (Raffaella Sensoli) e Sinistra Italiana (Igor Taruffi). S’arrabbia il capogruppo di Fratelli d’Italia Michele Facci.

“Il Pd- lamenta sui social- decide di escludere completamente le destre (Fratelli d’Italia, Lega e Fi) dalla sua conduzione, scegliendo in tutto e per tutto la composizione dell’ufficio di presidenza. Un altro maldestro tentativo di Bonaccini & c. di silenziare le opposizioni di destra, che da settimane invocano trasparenza e chiarezza sulle procedure degli affidi in Regione”. Ma “nonostante questa prevaricazione- assicura Facci- noi non ci arrendiamo, e su questa vicenda non cederemo un millimetro”. S’indigna anche il capogruppo leghista Stefano Bargi. “Incredibile ma vero: Pd e M5s hanno escluso la Lega dall’ufficio di presidenza della commissione d’inchiesta per i fatti di Bibbiano e gli affidi in generale- si sfoga su Facebook- È un atto scorretto sia politicamente che nella forma in quanto senza la proposta della Lega non si sarebbe mai costituita la commissione”. Il nostro impegno, assicura ancora il leghista, “non verrà meno per questo ma saremo vigili sul tema così delicato di cui tratterà la commissione. Ci auguriamo solo che l’ufficio di presidenza non lavori più per garanzia del PD a fini elettorali che per fare chiarezza sui fatti”.

LITE LEGA-M5S SU COMMISSIONE BIBBIANO: “HA GIÀ FALLITO”

Secondo la Lega la neonata commissione d’inchiesta sugli affidi nel reggiano è votata al fallimento. “Nulla di fatto amici, questa commissione, da noi richiesta, non caverà un ragno dal buco”, afferma infatti il consigliere regionale leghista Gabriele Delmonte, che era stato candidato dal centrodestra come presidente della stessa commissione. Invece la carica è andata come annunciato al dem Giuseppe Boschini, con Igor Taruffi (Sinistra Italiana) e Raffaella Sensoli (M5s) come vice. “Hanno annullato la nostra richiesta di fare chiarezza tagliandoci fuori e delegando a se stessi il compito di indagare sul proprio operato“, lamenta Delmonte sui suoi profili social: per lui il Pd “si è autoeletto il presidente, trasformando il controllato in controllore. Inoltre non ha eletto nessun consigliere reggiano nei tre ruoli, buttando la palla lontana dal campo minato in cui si trovano”. I due vice, ricorda infatti Bargi, sono di Sinistra Italiana e M5s: “Proprio i 5 stelle che hanno candidato sindaco a Reggio l’attuale avvocato della Anghinolfi”, sottolinea. Tutt’altro tono quello dei 5 stelle.

“Per noi- afferma il capogruppo M5s Andrea Bertani- si tratta di un risultato molto importante perché ci permetterà, dopo aver già definito in assemblea il campo d’azione di questo nuovo organismo, di assicurare incisività e velocità dei lavori che dovranno analizzare a fondo il sistema degli affidi dei minori nella nostra regione”. L’obiettivo principale della commissione, infatti, “deve essere quello di far emergere tutte quelle criticità che l’inchiesta della magistratura sui servizi sociali della Val d’Enza e di Bibbiano ha portato a galla e scongiurare che esistano altre realtà in Emilia-Romagna caratterizzate dallo stesso inquietante sistema”. 

“Spiace constatare però- prosegue Bertani- che tra le minoranze non ci sia stata unità nel proporre una candidatura unica per la vicepresidenza. Visto il meccanismo che regola l’elezione dell’ufficio di presidenza, ovvero maggioranza qualificata dei 2/3 dei membri dell’assemblea, un dialogo con le forze di maggioranza era un passo obbligato se non si voleva lasciare totalmente nelle loro mani i lavori di questa commissione d’inchiesta. Ecco perché le polemiche della Lega su una loro presunta esclusione decisa a tavolino sono assolutamente fuori luogo. La verità è che si sono esclusi da soli, ignorando addirittura le norme che regolano la commissione stessa”.

“Il nostro scopo è quello di assicurare velocità dei lavori e massima trasparenza dei lavori di questa commissione”, aggiunge da parte sua Sensoli. “Nonostante le polemiche fatte in aula da qualche consigliere della Lega, ribadisco che come vicepresidente mi farò carico delle istanze di tutte minoranze, senza nessuna preclusione. Certo però è che la Lega non parte con il piede giusto se, subito dopo la nomina nell’ufficio di presidenza della commissione, ha lasciato l’aula senza partecipare alla discussione sulla programmazione delle prossime audizioni”. Per “chi dice di non essere interessato a nessuna poltrona ma solo alla verità su Bibbiano e sul sistema degli affidi in regione, non è di certo il modo giusto di dimostrarlo”.

BOSCHINI: NE’ DIFESE D’UFFICIO NE’ SPECULAZIONI

Mentre la Lega e Fratelli d’Italia protestano per l’esclusione dalla presidenza, prendono di mira i 5 stelle che l’hanno avuta e mettono in dubbio fin da ora i risultati della commissione d’inchiesta sugli affidi dei minori (“parte sotto i peggiori auspici”, annota il consigliere Fdi Giancarlo Tagliaferri), il Pd si congratula per l’elezione di Giuseppe Boschini alla guida dell’organismo. Secondo il capogruppo Pd in Regione Stefano Caliandro e il segretario regionale dem Paolo Calvano si tratta della “figura più adatta per coordinare i lavori in maniera autorevole garantendo al tempo stesso la rappresentatività di tutte le forze politiche regionali”. “Spiace che sull’elezione dell’ufficio di presidenza- scrive ancora Caliandro in una nota- le minoranze si siano presentate ampiamente divise e che, nonostante questa evidente spaccatura il centrodestra abbia voluto montare sterili polemiche. Stante il sistema di elezione che prevedeva una maggioranza qualificata, siamo stati obbligati ad esprimere una nostra preferenza e lo abbiamo fatto in ossequio al pluralismo delle minoranze e quindi abbiamo votato il candidato del M5s che è stato largamente estromesso dagli uffici di presidenza di assemblea e commissioni fino ad ora”. Boschini, da parte sua, assicura invece “a tutti il massimo impegno per avviare i lavori nel più breve tempo possibile rispettando il regolamento, che è la migliore garanzia di tutela per tutti i soggetti politici rappresentati. Ovviamente la stella che dovrà guidare i nostri lavori deve essere solo ed unicamente il bene dei minori e ciò significa non dare luogo né a difese di ufficio né a speculazioni politiche di alcun tipo”.

“Ho già svolto un primo incontro informale con i vicepresidenti- informa ancora Boschini- e nei prossimi giorni potremo stilare un primo calendario dei lavori, ma fin da ora mi preme chiedere la collaborazione a tutti i capigruppo dei partiti e movimenti rappresentati in assemblea legislativa per orientare i lavori secondo i criteri di più totale condivisione e unità”. Intanto, la 5 stelle Giulia Gibertoni chiede che le sedute della commissione siano aperte al pubblico e nell’aula dell’assemblea legislativa. “Da adesso in poi- scrive sui social- credo che sia fondamentale che ci sia apertura e ascolto per tutti: sia chi si aspetta tanto da questa commissione, sia chi crede già che non porterà risultati deve poter assistere a una parte importante dei lavori”.

Anche Igor Taruffi, uno dei due vicepresidenti, allontana le polemiche. “Inutile negare l’importanza e la delicatezza di questa commissione e quindi ringrazio i colleghi per la fiducia”, ha scritto su Facebook. “Al di là delle strumentalizzazioni e delle polemiche della destra che anche oggi non sono mancate, posso assicurare, per quanto mi riguarda, il massimo della trasparenza, collegialità e della scrupolosità nei lavori di questa commissione”. Il cui unico scopo, sottolinea ancora l’esponente della sinistra, “è contribuire a fare chiarezza e adottare tutte le misure necessarie per tutelare i minori e rafforzare i servizi sociali di questa Regione. Nell’esclusivo interesse dei cittadini. Per tutto il resto non può e non deve esserci spazio. Adesso al lavoro”.

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