VENEZUELA. ANCHE L’ITALIA IN SOCCORSO DELLE VITTIME DEL SISMA
“Ho ancora negli occhi l’immagine di mia madre: abbraccia un’anziana rimasta sola, perché il suo unico figlio vive all’estero”. Il messaggio di Rhaimart Yaracuy, responsabile dei progetti della fondazione Avsi in Venezuela, arriva da Caracas. La sua è una delle tante voci che, dopo il sisma, raccontano il dolore ma anche la richiesta di aiuto. A dare speranza è la solidarietà mostrata da tanti venezuelani verso le persone più fragili, in difficoltà e sole. C’è poi l’aiuto prestato dall’estero, da Cuba fino agli Stati Uniti, dall’Iran fino all’Italia. Cinquecentomila euro per i primi soccorsi, coordinati dalla Caritas, sono stati stanziati dalla Cei a partire dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. “Fondi”, sottolinea don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, “che abbiamo già trasferito alla Caritas venezuelana per dare le prime risposte, come sempre andando a cercare i più poveri, quelli che più in questo momento hanno bisogno della nostra solidarietà, della nostra vicinanza, della nostra carità”.
COOPERAZIONE. DAL SENEGAL ALL’AFGHANISTAN, UN PREMIO PER LE DONNE
Donne tra mille ostacoli, dal Senegal all’Afghanistan. A indagare i loro percorsi sono le due studentesse vincitrici del Premio Bianca Pomeranzi, una figura di spicco, ricordata con una cerimonia nella sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Mawa Bamba, laureata all’Università di Torino, ha approfondito nella sua tesi il contributo delle donne all’agricoltura in Senegal. “Io analizzo”, spiega Bamba, “come il lavoro delle donne all’interno dei sistemi agroalimentari sia fondamentale, centrale”. Aghele Mohammadi si è concentrata invece sull’Afghanistan, il suo Paese di origine. Nella tesi, discussa all’Università di Padova, ricostruisce gli spostamenti delle donne dalle loro case ai luoghi di lavoro, sotto le restrizioni imposte dal governo dei talebani. “Oggi vediamo in altre città, come Herat, che la situazione continua a peggiorare”, denuncia Mohammadi. “Perfino donne che non lavorano, non studiano e rispettano il codice di abbigliamento imposto vengono arrestate per strada o nei bazar. Il solo fatto di trovarsi in strada è sufficiente perché vengano fermate”.
MIGRANTI. SOS HUMANITY RADDOPPIA: SALPA BARCA A VELA DI 24 METRI
Una barca a vela di 24 metri pronta a salpare da Licata, in Sicilia, per salvare ancora vite. Si tratta di un ex yacht ora adibito per la ricerca e il soccorso da volontari al lavoro con l’ong tedesca Sos Humanity. Secondo l’Organizzazione internazionale delle migrazioni, solo dal gennaio 2026 sono annegate o scomparse lungo la rotta del Mediterraneo centrale almeno 1.330 persone, mai così tante nei primi mesi dell’anno dal 2014. La barca a vela è stata ribattezzata Humanity 2, durante una cerimonia nel porto di Licata. “Questa nave”, sottolinea David Yambio, direttore esecutivo di Refugees in Libya, “ci ricorda che le persone ordinarie possono ancora scegliere la responsabilità e la solidarietà invece dell’indifferenza”.
GIOVANI. CON ‘GEN P’ DA TUTTA ITALIA, A SCUOLA DI PARTECIPAZIONE
Un’occasione di incontro e un laboratorio, a suo modo politico. È stata questo la Spring School del progetto Generazione partecipazione. A incontrarsi, in un fine-settimana romano, sono stati giovani tra i 20 e i 34 anni provenienti da più regioni d’Italia. L’obiettivo è far sì che i giovani possano prendere parte per davvero alle scelte su sviluppo, sostenibilità e pace. Secondo Daniele Taurino, relatore alla Spring School di Generazione partecipazione, “vuol dire avere tempo di partecipare alle riunioni, vuol dire avere i documenti in anticipo sui quali si discute, vuol dire avere una voce in capitolo su tutto l’arco del processo delle politiche pubbliche”. Generazione partecipazione, “Gen P”, è un progetto realizzato dalla federazione Focsiv grazie al supporto del ministero per l’Ambiente e la sicurezza energetica.




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