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Marinov: “La mia arte tra bacchette magiche e raccoglitori di luna”

SPOSA_SI_LO_VOGLIO_foto di Alice Valente Visco
Progetti di un'artista concettuale: "La città mio campo di lavoro"
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ROMA – Ramoscelli raccolti che diventano bacchette magiche, baci che si staccano da foglietti, lune da disegnare, banchetti ‘immateriali’ per raccontarsi storie di casa, una sposa che corre per salire in metro. È la vita e il lavoro che ha scelto Antoanetta Marinov, artista italiana che vive a Berlino, attualmente in Baviera e guarda con sempre più interesse Roma. Intervistata dall’agenzia Dire sulle sue opere d’arte che vivono nelle piazze e nelle strade, tra la gente, ma anche sulle scelte di vita, si è definita “un’artista concettuale“.

“I miei lavori nascono dall’incontro casuale con le persone, dal dialogo che arriva appunto per caso con il pubblico e dallo scambio. Esco dall’atelier e uso la città come campo di lavoro. Le mie non sono performance, è piuttosto un lavorare fuori, dall’atelier al mondo fuori. Il mio materiale sono le idee e quel che succede quando si mischiano con la città“, ha spiegato l’artista che questa vita l’ha scelta dopo aver aver conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere moderne a Roma ed essersi trasferita a Friburgo. L’accademia di Belle Arti la frequenta a Karlsruhe, che per come è strutturata “mi ha permesso di lavorare da subito sul campo, senza una formazione generale che del resto avevo già”.

I PROGETTI DI MARINOV

Antoanetta Marinov ha raccontato alcuni dei progetti che oggi la portano nelle strade della sua città. ‘Zauberstäbe’- in italiano ‘bacchette magiche‘ – parola che nella lingua originale evoca il potere creativo della parola scritta (Zauberstäbe correlato a Buchstabe che etimologicamente deriva dai bastoncini runici germanici destinati alla previsione del fato). “Ho iniziato nel 2008- ha raccontato- E da allora raccolgo ramoscelli, vado per strada e li offro come bacchette magiche“.

Il progetto e la creazione artistica vivono “nell’interazione e nelle domande dei passanti. Dichiaro il ramoscello magico, lo posiziono sul tavolo rivestito da un foglio argentato e in quel momento lo sto caricando di un significato, da offrire al pubblico per caso. E a chi mi chiede quanto costa o se deve lasciare un’offerta- ha detto l’artista- lascio la decisione. La maggior parte le regalo. Mettere un prezzo a un’opera d’arte è fantasioso. Entro proprio in crisi”.

Interazione sono anche “i sorrisi, gli auguri, la gioia di vedere una sposa in giro”. Così Marinov da giugno scorso ha iniziato a “percorrere il quotidiano con un abito nuziale. Dopo la morte di mia mamma in Italia- ha ricordato- ho iniziato, la prima volta a due giorni dal lutto, andando in giro a Latina. È un sì alla vita, al mio essere artista, è una dichiarazione d’amore, è un ripensare al rapporto tra il maschile e il femminile“, ha spiegato.

Torna alla memoria la vicenda emblematica di Pippa Bacca, uccisa nel 2008 da un uomo che la aveva dato un passaggio durante la performance ‘Spose in viaggio’. “Il suo lavoro era più politico dichiaratamente, andava dove c’è la guerra. Io non mi avventuro in Paesi in guerra, ma nel mondo fuori casa e la prima volta mi tremavano le gambe”.

CHI È ANTOANETTA MARINOV

Antoanetta Marinov attualmente è artista in residenza a Memmingen, in Baviera, e si prepara per la prossima mostra al Museo di Hüfingen ‘Die Beschaffenheit der Wünsche/Sulla natura dei desideri‘, dove dal 24 luglio 2021 presenterà un display aperto per oggetti d’arte gratuiti. A Berlino l’appuntamento è a settembre. Nell’ambito dell’iniziativa ‘Draussenstadt/Arte in luoghi pubblici’ offrirà al pubblico una serie di azioni messe a punto nel periodo delle recenti misure restrittive.

IL LAVORO DI MARINOV DURANTE LA PANDEMIA

Nel chiuso della sua stanza non si è fermata mai nemmeno in pandemia. “Ho notato che si era annullata la differenziazione del tempo, era sparito il rituale” e così per ogni giorno ho ideato un lavoro diverso. “Il lunedì installavo un raccoglitore di disegni della luna fatti dai passanti, il venerdì distribuivo bacetti su un blocchetto di fogli (One Kiss), la domenica c’era il banchetto immateriale con le storie di casa da raccontare, il martedì lavoravo un centrino che poi donavo a chi mi parlava (all this everything is disturbing me)” e così via. Mai vissuto momenti di pericolo nell’arte portata in strada, “anche se la mia arte deve un po’ disturbare“, ha detto Marinov, che è abituata a rispondere alle tante domande sul suo lavoro: ‘Ma queste bacchette magiche funzionano?’ È una delle tante che le capita di sentire. Ed è in quel focus sul proprio sé, sui desideri, sulla visione che il bello dell’arte comincia.

Foto:

– LA SPOSA sì lo voglio, Roma 2021, di Alice Valente Visco.
– BANCHETTO CON DONNA di Holger Hering.
– BANCHETTO CON SIGNORE CON CAPPELLO Zauberstäbe, Memmingen 2021, di Holger Hering.

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