Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Made in Italy, la Croazia vuole il ‘Prosek’. Centinaio: “Giù le mani, Ue intervenga”

L'alt del governatore veneto Luca Zaia: "Quello vero è solo il nostro"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Ennesimo colpo basso al nostro Made in Italy. È irricevibile la richiesta presentata dalla Croazia di dare avvio alla procedura di riconoscimento della menzione tradizionale ‘Prosek‘. La commissione europea blocchi subito questo tentativo e non proceda con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il rischio è altrimenti quello che finisca con il violare le sue stesse norme. Il Prosecco è legato al suo territorio che dal 2019 è stato anche riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Le stesse regole Ue tutelano le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche protette da ogni forma di concorrenza sleale”. Così in una nota il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, il senatore Gian Marco Centinaio, che aggiunge: “Non bastava l’aceto balsamico, ora è la volta del Prosecco. L’auspicio è che nella futura decisione l’Europa prenda in considerazione anche recenti precedenti. Non più tardi di due mesi è stato proposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di dichiarare che il diritto comunitario tutela i prodotti dop contro tutte le pratiche di parassitismo commerciale, aventi ad oggetto indifferentemente prodotti o servizi. Il nostro paese è dalla parte delle eccellenze agroalimentari italiane e ne difende l’unicità. Nostro dovere- conclude Centinaio- è contrastare l’italian sounding che ogni anno sottrae alla nostra economia decine di miliardi di euro”.

 ALT ZAIA AL PROSEK CROATO: “QUELLO VERO È SOLO IL NOSTRO

 “Ogni tanto ci riprovano, come un vecchio tormentone. Ma il Prosecco ha una sua identità che non può essere assolutamente confusa. È scandaloso che l’Europa consenta di dare corso a simili procedure: non si tratta soltanto di scongiurare la confusione sui mercati ma di salvaguardare un diritto identitario. Stiamo parlando di un prodotto che è riconosciuto con la massima denominazione, la Docg. A riguardo vale la pena ricordare che le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio dell’Umanità Unesco; è come se qualcuno andasse ad intaccare la denominazione dello Champagne o altre realtà ben radicate a specifici territori e culture”. Sono le parole del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, alla notizia che delle autorità croate hanno avviato la procedura di riconoscimento della menzione tradizionale “Prosek“.

“Di fronte all’Ungheria abbiamo dovuto rinunciare al nome del Tocai, nonostante fosse prodotto anche da noi- prosegue Zaia- in questo caso non si deve assolutamente cedere sotto il profilo identitario. La difesa non è solo un atto di protezionismo agricolo, economico o commerciale. È una difesa della nostra storia e della nostra identità: il Prosecco non è un vino nato pochi giorni fa; è un vino che si identifica con la nostra storia, i nostri territori, le nostre regioni e l’Italia”. I Croati “sono nostri vicini di casa e amici, abbiamo ottimi rapporti. Ma ci sono temi sui quali non si può transigere e uno è questo. Bisogna impugnare questo provvedimento a tutti i livelli”.

Insorge anche Coldiretti: “Il via libera al Prosek croato è un attacco al Made in Italy e al Prosecco nazionale che è il vino più esportato nel mondo ma anche il più imitato”. La richiesta avanzata dalle autorità di Zagabria ai servizi della Commissione Ue per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della procedura per il riconoscimento della Menzione tradizionale Prosek è “una decisione che rischia di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione Prosecco dai falsi come in Argentina e Australia”.

Il successo del Prosecco che ha messo a segno un aumento delle bottiglie esportate nel mondo dell’8% nel primo trimestre del 2021, avverte poi Coldiretti, “ingolosisce i falsari con imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata dalla Coldiretti la vendita anche del Whitesecco e del Crisecco”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»