Marò, l’India celebra la ‘vittoria’ e il diritto al risarcimento delle vittime

Nonostante l'Aja abbia riconosciuto l'immunità di Latorre e Girone, nel paese asiatico l'interpretazione della sentenza è positiva
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ROMA – Una vittoria per l’India, che vede riconosciuto il proprio diritto ai risarcimenti per i due pescatori del Kerala uccisi nel 2012: questa la lettura dominante oggi sulla stampa di New Delhi dopo il pronunciamento del tribunale dell’Aja sulla vicenda dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

Di successo, nei primi aggiornamenti online, dicono più testate. Secondo India Today, New Delhi “ha vinto” perchè vede riconosciuto il “diritto ai risarcimenti” anche se “non potrà perseguire” i due fucilieri di marina.

Una lettura, questa, in linea con una nota diffusa in giornata dal ministero degli Esteri di New Delhi. Centrale il riferimento al fatto che, secondo i giudici, l’Italia ha violato la libertà di navigazione sancita dagli articoli 87 e 90 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 10 dicembre 1982.

Su questa base l’India dovrà essere risarcita per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio “Saint Anthony”.

Sulla vicenda dei fucilieri che erano a bordo della nave “Enrica Lexie” è intervenuto oggi anche il ministero degli Esteri italiano. “La Farnesina – si legge in un comunicato – sottolinea che la decisione del Tribunale arbitrale lascia impregiudicato l’accertamento relativo ai fatti e al diritto per quel che concerne il procedimento penale che dovrà svolgersi in Italia”.

Il riferimento è al fatto che, stando alla deliberazione dei giudici, i marò godono dell’immunità in relazione ai fatti e all’India viene pertanto precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

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2 Luglio 2020
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