ROMA – L’uscita di “Due spicci”, la nuova produzione animata firmata da Zerocalcare e distribuita da Netflix, è stata accompagnata da una controversia che ha acceso il dibattito sulle condizioni di lavoro nel settore dell’animazione. Alcuni professionisti che avrebbero collaborato alla realizzazione della serie hanno denunciato, mantenendo l’anonimato, compensi ritenuti inadeguati, ritmi di lavoro da dipendenti invece che liberi professionisti. Sul caso è intervenuto anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al Ministero del Lavoro con un’interrogazione parlamentare.
Dopo qualche giorno è arrivata la risposta di Zerocalcare, con un video su Instagram.
Zerocalcare ha spiegato di non essere coinvolto nella gestione amministrativa dei rapporti di lavoro legati alla produzione della serie e di non conoscere nel dettaglio le condizioni contrattuali dei numerosi professionisti impiegati nel progetto. Ha inoltre sottolineato che, prima dell’esplosione della vicenda sui media e sui social, nessuno tra coloro che avevano collaborato alla realizzazione dell’opera si era rivolto direttamente a lui per evidenziare eventuali criticità. Secondo l’autore, un confronto preventivo avrebbe potuto favorire un dialogo costruttivo, motivo per cui ha espresso rammarico per non essere stato considerato un possibile interlocutore.
Pur rivendicando la propria estraneità alla gestione dei contratti, il fumettista ha manifestato la volontà di contribuire a chiarire la situazione. Ha quindi dichiarato di essere disponibile ad ascoltare eventuali segnalazioni, confrontarsi con i lavoratori coinvolti e partecipare a una discussione più ampia sulle modalità di collaborazione e sulle condizioni professionali che caratterizzano il mondo dell’animazione.





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