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Tumori, Pinto (Aiom): “Battaglia al cancro è emergenza sociale”

"Servono le cure", dice il presidente degli oncologi italiani, ma ci vogliono anche "educazione, piani di sanità pubblica, prevenzione primaria"
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Carmine Pinto

CHICAGO – “Quella contro il cancro non è più solamente una lotta medico-scientifica, ma è una battaglia sociale, che si può cercare di combattere solo con una visione programmatica a lungo termine”: lo ha affermato questa mattina a Chicago Carmine Pinto, presidente dell’Aiom, all’apertura della 53esima edizione del meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco, 2-6 giugno). Il presidente Aiom, commentando il tema prescelto dal più importante congresso mondiale di Oncologia – “Making a difference in Cancer Care WITH YOU” ha concentrato la sua attenzione sulle tematiche sociali dell’ “emergenza cancro”, ed ha ricordato che “troppo spesso si dimentica che il costo delle terapie è solo il 30% del costo complessivo che i cittadini e la società devono affrontare di fronte a una neoplasia. Tutto il resto è rappresentato dai costi sociali, assistenziali, lavorativi“.

Pinto, che ha già lanciato l’allarme sulla “tossicità economica” del cancro, ha precisato che la “battaglia globale” oggi si vince con un atteggiamento “globale”: “servono le cure“, ha detto il presidente degli oncologi italiani, “ma associate all’educazione, ai piani di sanità pubblica, alla prevenzione primaria, con il coinvolgimento diretto dei medici di medicina generale. Serve anche in Italia dare l’avvio ai survivorship care plans, per poter gestire i pazienti nella loro vita dopo le terapie. L’obiettivo oggi non è azzerare il cancro, ma puntare a ridurre la sua incidenza”. Il richiamo ai responsabili delle scelte politiche in sanità non è mai sembrato così chiaro.

dal nostro inviato a Chicago, Walter Gatti

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