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FOTO | A Bologna Arci usa slogan di destra per “far riflettere”. Pd: “Epic fail”

L'idea era quella di mettere in evidenza slogan razzisti o retrogradi proprio per farne risaltare l'assurdità. Ma non è piaciuta
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BOLOGNA – Una campagna comunicativa dell’Arci di Bologna, che gioca sul contrasto tra slogan dal sapore fascista o razzista e un appello alla solidarietà. Ed ecco che nei manifesti comparsi in città si legge: “Braccio teso”, come nel saluto romano, scritto in grande molto grande. E poi la frase, più in piccolo, finisce con “per aiutare chi è in difficoltà”. Poi ancora “Tornate a casa vostra” e poi in piccolo “razzisti”. Altri esempi sono per “La famiglia tradizionale è perfetta” e poi “per chi ha poca fantasia” e “Donne a casa!” e subito dopo “Al circolo, nelle piazze, al lavoro, ovunque!”. La polemica non è tardata a esplodere, a partire dal Pd che parla di ‘epic fail’.

L’Arci, alla luce delle critiche, ha deciso di intervenire con un post  su facebook spiega di aver scelto “parole che disprezziamo ma che sono purtroppo diventate di uso comune nella quasi totale indifferenza generale. Si è usato un vocabolario tipicamente di destra per scuotere le coscienze“, dice. 


Pd: “Epic fail, l’idea è proprio sbagliata”

Tra i primi a puntare il dito contro l’Arci c’è il Pd. E su Facebook, in particolare, va in scena un affilato botta e risposta: da un lato i consiglieri comunali dem Piergiorgio Licciardello e Raffaella Santi Casali, dall’altro il presidente del circolo Arci “La fattoria”, Simone Spataro. Tutto nasce da un post di Licciardello, che sul social network ha pubblicato la foto di alcuni dei manifesti della campagna Arci attaccandola e dicendo che l’idea proprio non funziona.

“Nel marketing si definisce ‘epic fail‘ una campagna di comunicazione che danneggi l’immagine del committente o, comunque, produca risultati drammaticamente contrari agli obiettivi”, scrive Licciardello: “Penso che questi cartelloni dell’Arci entrino di diritto ai primi posti della classifica”.

La critica del consigliere è dura: “Consiglio al genio che ha partorito questa grandiosa campagna una approfondita riflessione sul suo futuro professionale”. Tra i commenti, spunta quello di Spataro, che guida appunto un circolo Arci: “Sono contento che ti abbia colpito. Spero che ti sia anche chiaro che il braccio teso è per le persone in difficoltà. Approfondiamo anche il ‘piccolo'”. Ma Licciardello non si lascia convincere: “Mi spiace dirtelo, ma è stato proprio mancato il bersaglio“. Comunque “il braccio è sempre teso verso chi ha bisogno. La nostra mano non ha titubanze verso chi ha necessità. Era evidente”, insiste Spataro.

“Lampante”, si inserisce con sarcasmo Santi Casali, che poi aggiunge: “È che sono intellettuali, pensatori, provocatori, gente che sta due spanne sopra il mondo. Mica come noi borghesucci”.  

Le prime critiche dagli utenti

Prima del Pd, la campagna comunicativa dell’Arci nei giorni scorsi aveva già fatto emergere qualche perplessità anche tra gli utenti, proprio sulla pagina Facebook dell’Arci. Alla vigilia del 25 aprile, in particolare, l’Arci aveva pubblicato la foto del manifesto “Tornate a casa vostra” con in piccolo la scritta “razzisti”, per invitare le persone ai festeggiamenti per il 25 aprile all’Arci. Ma qualche utente era perplesso. Alcuni utenti hanno espresso perplessità sulla riuscita dei manifesti e l’Arci, nel rispondere, ha sottolineato che “l’intento è quello di utilizzare una frase di uso (purtroppo) comune per attirare l’attenzione e poi ribaltarne il senso subito dopo”.

La difesa dell’Arci: “Volevamo provocare”

Oggi l’Arci torna nuovamente a spiegarsi con un post definendo la propria scelta “una campagna dai toni accesi”. E spiega che il senso era proprio quello di invocare “parole che disprezziamo ma che sono purtroppo diventate di uso comune nella quasi totale indifferenza generale. Si è usato un vocabolario tipicamente di destra per scuotere le coscienze: verba volant, scripta manent”.

E ancora: “Lo abbiamo fatto con l’intento di provocare, di catturare l’attenzione per far riflettere, discutere- continua il post- e tornare a indignarsi e attivarsi per tutto quello che sta succedendo nel nostro Paese: dalle morti in mare, al razzismo istituzionale, al sessismo, all’omotransfobia, fino ai rigurgiti fascisti che trovano spazio persino nei canali ufficiali del servizio televisivo pubblico”.

Per questo l’invito della campagna è “a fermarsi e a riflettere, per focalizzare l’attenzione sulla parte centrale e umana del messaggio- continua il post che sottolinea l’impegno quotidiano di Arci per difendere e promuovere i valori della solidarietà, della libertà e dell’uguaglianza”. E allora: “Aiutateci a casa nostra, prendiamo una posizione netta- scrive l’Arci- e rimaniamo uniti contro la deriva fascista e razzista dell’Italia e dell’Europa”.

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