Giornalisti, Bardy (Aktuality.sk): “Solo insieme battiamo mafie”

L'appello di Peter Bardy alla vigilia della Giornata mondiale per la libertà di stampa
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ROMA – “Se veramente si vuole combattere la corruzione e il crimine organizzato, il migliore modo per farlo è la cooperazione tra giornalisti di tutto il mondo“. E’ l’appello affidato all’agenzia DIRE da Peter Bardy, direttore del portale slovacco ‘Aktuality.sk’, a margine di un incontro su ‘L’informazione accerchiata’ al liceo ‘Terenzio Mamiani’ di Roma. ‘Aktuality.sk’ è noto per l’inchiesta e le accuse di legami tra la ‘ndrangheta italiana e il governo di Bratislava che a febbraio sarebbero state all’origine dell’assassinio di Jan Kuciak, un cronista della testata.

“Ho scelto di diventare giornalista per senso di responsabilità verso il mio Paese” sottolinea Bardy, intervistato a margine dell’incontro, organizzato dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) alla vigilia della Giornata mondiale per la libertà di stampa. “Avevo con Jan il sogno di cambiare il Paese e combattere la corruzione” dice Bardy: “E’ importante capire che problemi come la mafia o la ‘ndrangheta non sono locali o nazionali ma riguardano tutti i Paesi”.

Secondo il direttore di ‘Aktuality.sk’, “non dobbiamo poter fare ricorso solo alla pubblica sicurezza per essere protetti, abbiamo bisogno di cooperare”. Bardy sottolinea che dopo la morte di Kuciak ha chiesto e ottenuto a molte testate di pubblicare l’inchiesta del giornalista. “Un modo per garantire una scorta mediatica” ha commentato Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei giornalisti, intervenuto al ‘Mamiani’: “L’impegno è divulgare informazioni poco note, in uno spirito di cooperazione, per non rischiare di far esporre una sola testata”.

L’FNSI AL LICEO MAMIANI DI ROMA: NON LASCIATECI SOLI

Cartelli con i nomi dei giornalisti assassinati lunedì in Afghanistan; tenuti in alto, mentre suona un sassofono, dagli studenti del liceo romano Terenzio Mamiani: immagini da ‘L’informazione accerchiata’, incontro e testimonianza sulle sfide del lavoro del cronista oggi. L’appuntamento è stato organizzato dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) in vista della Giornata mondiale per la libertà di stampa del 2 maggio. Testimoni della stampa italiana hanno messo in risalto la situazione della Turchia e dell’Afghanistan, dove nei giorni scorsi sono stati assassinati dieci cronisti, spunto per il lancio della campagna di solidarietà #JesuisKabul. Di queste crisi, è stato sottolineato al Mamiani, non si “parla abbastanza”. “Non lasciateci soli o saremo stritolati, è questo l’appello di uno dei giornalisti del quotidiano ‘Cumhuriyet’ processati in Turchia”: a parlare è Antonella Napoli, dell’osservatorio Free Media Turkey, una dei testimoni di oggi.

Tra gli invitati Paolo Borromei, sotto scorta da quattro anni e minacciato da alcuni clan in Sicilia per le sue inchieste: “Nessuno vuole fare l’eroe, vogliamo solo fare il nostro lavoro”. A dimostrare la difficoltà e l’importanza dell’informazione anche Peter Bardy, direttore del portale slovacco ‘Aktuality.sk’, che a febbraio ha perso il collega Jan Kuciak, assassinato dopo aver firmato un’inchiesta su corruzione e criminalità organizzata. A intervenire anche il portavoce della sezione italiana di Amnesty International, Riccardo Noury, che ha citato anche il caso di Caruana Galizia, la giornalista uccisa a Malta in ottobre: “Jan e Dafne hanno violato la regola dei criminali: quella di non far sapere”.

L’attivista ha anche posto l’attenzione sui media messicani: “Stanno pagando il tributo più alto, tra i Paesi non in guerra, per raccontare il legame tra malavita e istituzioni”. Sono almeno 16 i giornalisti uccisi in Messico dal 2017. A ospitare l’evento una delle 366 scuole superiori distribuite su 85 province italiane, che partecipano al concorso ‘Rileggiamo l’Articolo 21 della Costituzione’, patrocinato dal Miur. Il concorso ha coinvolto 15mila studenti per riflettere sul problema dell’informazione.

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