Bologna, domenica il Bike Pride. E i ciclisti fanno il ‘terzo grado’ agli assessori

L'assessore comunale al traffico Irene Priolo e quello regionale Raffaele Donini risponderanno alle domande che arrivano dal mondo delle due ruote
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BOLOGNA – Un “mobility question time” per dare la possibilità ai ciclisti di Bologna di porre le proprie domande direttamente a chi gestisce le politiche della mobilità: l’assessore comunale Irene Priolo e quello regionale Raffaele Donini. E’ una delle iniziative in programma per l’ottava edizione del Bike Pride, che tornerà ad invadere le strade della città domenica. “Siamo felici che Donini e Priolo abbiano accettato di partecipare”, dichiara in conferenza stampa la presidente della Consulta della bicicletta, Simona Larghetti: negli ultimi tempi su questi temi “ci sono stati anche segnali un po’ contraddittori e i cittadini sono preoccupati”, ma sottoponendosi alle domande dei ciclisti i due assessori “dimostrano di essere solidali con lo spirito della manifestazione”. Sarà un momento di confronto comunque “leggero“, che però “ci consentirà di dare una valenza politica diversa ed un significato più alto alla manifestazione”, aggiunge Vito Bernardo, coordinatore del comitato promotore del Bike Pride (che riunisce diverse associazioni e realtà).

Dal mondo delle due ruote, insomma, arrivano segnali di distensione verso la nuova amministrazione comunale dopo un primo periodo non proprio idilliaco. “Il ciclista urbano ha sofferto alcuni giochini di riequilibrio politico- afferma Larghetti, evocando il passaggio di consegne tra l’ex assessore Andrea Colombo e Priolo– ed inizialmente si sono voluti dare segnali in direzione opposta” rispetto al mandato precedente. “C’è stato un periodo abbastanza lungo in cui è mancato il dialogo”, continua la presidente, ma dall’inizio del 2017 questo dialogo è stato “ritrovato”.

Di conseguenza “alcuni segnali sono stati dati e li riteniamo molto positivi”, dichiara Larghetti, citando ad esempio gli annunciati interventi sulle piste ciclabili. Ciò non toglie che di difficoltà e pericoli per chi usa la bici ce ne sono ancora in abbondanza: non a caso il tema scelto per il Pride di quest’anno, che come da tradizione vedrà i ciclisti in maschera, è “Vita da supereroe“. Visto che aumentano gli incidenti e si tende spesso a “colpevolizzare” l’utente della strada più debole, spiega Larghetti, il tema del Pride vuol essere “un messaggio di incoraggiamento per chi usa la bici”, sottolineando che “per sopravvivere nel traffico bisogna essere un po’ speciali“. La giornata si svolgerà dalle 13 all’una di notte nel parco della Montagnola con pic-nic, attività a tema, spettacoli e concerti. Previsti anche alcuni cortei in bici per raggiungere il raduno dei ciclisti da Casalecchio, Castenaso, Calderara e Castel Maggiore. La parata in bici vera e propria, che l’anno scorso ha visto 7.000 partecipanti, si svolgerà dalle 15 alle 17: si arriverà allo stadio (per riconquistare una zona che la domenica con la partita è di solito “invasa dalle auto”, sottolinea Larghetti) per poi ritornare di nuovo in Montagnola. Luogo, quest’ultimo, in cui anche i ciclisti vogliono dare “un segnale di presenza e coraggio, ce n’è bisogno- spiega Larghetti- visto che il parco soffre alcune dinamiche ben conosciute”: l’organizzazione del Pride, non a caso, collaborerà anche con il comitato FreeMontagnola e Max Princigallo, il gestore del chiosco, impegnati a promuovere attività nel parco per renderlo più vivibile e sicuro.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

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