In Venezuela Maduro vuole la riforma della Costituzione

Nuovi scontri a Caracas, aggrediti giornalisti
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ROMA – A un mese dall’inizio delle quotidiane proteste contrastate duramente dal governo venezuelano, e che hanno causato 29 morti, 500 feriti e piu’ di un migliaio di arresti, il presidente Nicolas Maduro ha annunciato, durante il raduno dei lavoratori a Caracas, di voler convocare un’Assemblea nazionale con il “potere costituente originale”, vale a dire composta dalla classe operaia.

“In questo modo- ha chiarito- sara’ raggiunta la pace nel paese e verra’ sconfitto il colpo di Stato”.

In poche parole, il Presidente venezuelano ha proposto di riformare la Costituzione del Paese.

Il suo annuncio e’ giunto nel giorno in cui si celebrava la Giornata mondiale del lavoro. Nel suo discorso pubblico ha colto l’occasione per ricordare che, tra le sue prerogative, c’e’ anche quella “di convocare la classe operaia per istituire una Assemblea nazionale costituente” in grado di rivedere la Carta fondamentale dello Stato, senza pero’ spiegare nel dettaglio quali saranno ora i passi successivi.

Il ministro degli esteri, Delcy Rodriguez sul suo profilo Twitter e’ tornata quindi ad accusare i governi di Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Peru’, Paraguay, Uruguay e del Brasile di ingerenza negli affari del Venezuela, violando le leggi internazionali e favorendo il colpo di Stato.

L’opposizione, dopo l’annuncio di Maduro, ha chiamato il popolo a ribellarsi contro la volonta’ di modificare la Costituzione attraverso un’Assemblea costituente, esautorando di ogni potere il Parlamento. Il Presidente della Camera, Julio Borges, ha accusato Maduro. “La chiamata alla Costituente e’ una truffa per ingannare il popolo venezuelano, un vero colpo di Stato che distrugge la Costituzione, la democrazia e il voto”.

LE PROTESTE DEL PRIMO MAGGIO

Nella manifestazione del primo maggio alcuni giornalisti sono stati aggrediti: si tratta di una troupe del canale televisivo Globovision e un fotoreporter dell’agenzia Efe. Secondo il resoconto dei testimoni un gruppo di persone incappucciate ha provato a sottrare loro le attrezzature, probabilmente per evitare che venissero poi diffuse le immagini dei cortei. Intanto alcuni paesi sudamericani, Argentina e Panama tra i primi, hanno sottolineato l’importanza delle recenti parole con cui Papa Francesco ha esortato una soluzione pacifica e basata sul dialogo tra il governo e l’opposizione, per scongiurare nuove tensioni che aumenterebbero la crisi e le violenze.

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