mercoledì 15 Aprile 2026

Garlasco, dov’è finito Marco Poggi? Le rivelazioni del suo legale: “Contro di lui vere e proprie associazioni a delinquere”

A "Chi l'ha visto" Francesco Compagna racconta l'aggressione mediatica e il "clima tossico" che sta vivendo la famiglia di Chiara Poggi. "Esposti e denunce, tanti i procedimenti in corso"

ROMA – “Marco Poggi tossicodipendente, Marco Poggi in una comunità di recupero o ancora, i file pedopornografici di Marco Poggi…: ne abbiamo lette di tutti i colori, una montagna di assurdità contro il fratello della vittima, persona già duramente provata “. Parole di Francesco Compagna, legale che assiste il fratello di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2003, delitto diventato il “più mediatico” d’Italia e che dall’avvio del così detto “Garlasco bis”, la seconda indagine sul caso, nel marzo 2025, ha riacceso i fari e l’interesse morboso sul piccolo paese della provincia pavese.

LEGGI ANCHE: Garlasco, a ‘Quarto grado’ le foto di Marco Poggi. I genitori: “Era con noi il giorno dell’omicidio di Chiara”
LEGGI ANCHE: A “Chi l’ha visto?” il giallo di Garlasco: il Dna sotto le unghie di Chiara è quello del suo aggressore? 
LEGGI ANCHE: Garlasco, “Chiara lottò con l’assassino”: la consulenza decisiva cambia l’ora dell’omicidio. E Stasi ha un’alibi

L’AGGRESSIONE MEDIATICA E IL CLIMA TOSSICO

Nella puntata di ieri sera 1 aprile 2026, di “Chi l’ha visto” per la prima volta in televisione si è data voce- attraverso l’intervento del suo legale- al fratello di Chiara, amico sì di Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio della sorella, ma totalmente estraneo alla nuova inchiesta. Eppure su di lui, da oltre un anno, i social, il web e persino alcune trasmissioni televisive hanno lanciato e rimbalzato voci, ipotesi, insinuato dubbi, alimentato tesi complottiste che attribuirebbero insomma, alla famiglia Poggi, un ruolo decisamente ambiguo, se non fosco, sull’omicidio della figlia-sorella. Intervistato da Federica Sciarelli, Compagna spiega quindi come la famiglia Poggia sia stata travolta da una vera e propria “aggressione mediatica ai congiunti e alla stessa memoria della vittima” e denuncia il “clima tossico” che circonda ormai tutto il caso Garlasco.

“UN MONDO PARALLELO DI FAKE NEWS”

“Esiste un mondo che riguarda lo svolgimento dell’indagine e quelle che saranno le conclusioni che aspettiamo serenamente e valuteremo- spiega l’avvocato. “Poi c’è questo mondo parallelo che nasce innanzitutto sul web con insinuazioni e accuse, si confonde la libera di informazione e interpretazione con la formulazione di ipotesi assurde- prosegue- poi tutto questo finisce per rimbalzare su alcune trasmissioni tv, insomma c’è una sorta di mondo parallelo in cui la notizia è l’esistenza di notizie che sono spesso fake news”. In questo contesto di pure invenzioni è quindi “incredibile- aggiunge- che si dica ‘non è vero che Marco Poggi era in montagna’ il giorno dell’omicidio’. E lo sfogo: “Io non so se gli spettatori si rendono conto a che livello di follia si sia arrivati”.

LE ACCUSE DEL POPOLO WEB ALLA FAMIGLIA POGGI

Sullo schermo passano quindi in rassegna alcuni post pubblicati da gente comune sui social, dai contenuti spiazzanti. Il legale Mette quindi in chiaro quello che sta succedendo alla famiglia di Chiara Poggi: “Si ipotizza che questa famiglia abbia nascosto la verità sulle dinamiche dell’omicidio della figlia”. In risposta alle accuse che Marco non fosse il giorno del delitto non fosse in montagna con i genitori, “abbiamo fatto vedere foto inequivocabili-chiarisce Compagna- ma si è arrivati a dire che siano state manomesse….”.

DIFFAMAZIONI E ASSOCIAZIONI A DELINQUERE: “TANTI PROCEDIMENTI IN CORSO”

L’avvocato spiega quindi che con il suo team legale contro tutto questo “settimanalmente redigiamo esposti e denunce, abbiamo coinvolto il Garante della Privacy, la Procura di Pavia, la Procura generale di Milano“. Non quantifica quante denunce siano state depositate contro questa montagna diffamatoria, ma il senso del suo discorso è che siano davvero tante, decine, forse centinaia. “Ci sono tanti procedimenti in corso e non si tratta solo di diffamazioni- spiega- si pensa ci siano delle vere e proprie associazioni a delinquere”.

CHI LUCRA ALLA “MENSA DI GARLASCO”

Ma perché, chiede la conduttrice Sciarelli, si sarebbe innescato tutto questo circo, a danno poi di persone che hanno vissuto un lutto così doloroso? “C’è una nuova economia che viaggia sul web, attività che fanno guadagni facili, senza obblighi deontologici- spiega il legale- ci sono anche soggetti trasferiti all’estero e che restano così immuni dalla giurisdizione italiana”. Viene quindi riportato il pensiero di Umberto Brindani, direttore del settimanale Gente che si occupa spesso del caso Garlasco, pensiero che ben sintetizza il quadro in cui si trova coinvolta la famiglia Poggi: “I social si sono popolati di gruppi ad hoc, reali o presunti esperti, ingenui appassionati, avvelenatori di pozzi, youtuber, influencer e tutti a banchettare alla mensa di Garlasco”.

IL SILENZIO DI MARCO POGGI

E tra le persone più tirate in ballo da questi “commensali” c’è proprio Marco Poggi che paradossalmente “ha scelto da tanti anni di sottrarsi alla comunicazione e proprio per questo forse c’è un atteggiamento ancora più violento nei suoi confronti”. Sciarelli passa in rassegna diversi post apparsi sui social che tirano in mezzo Marco Poggi in una ‘spedizione punitiva’ contro la sorella, un altro post ‘svela’ che si trova in una clinica, altri invece si domandano su dove sia ora Marco e perché, volutamente, nessuno e parli. E allora la conduttrice pone la stessa domanda a Compagna. “Oggi Marco Poggi vive e lavora in Veneto- risponde l’avvocato- e ha scelto da tanti anni di restare fuori dai media e dalla comunicazione”, una scelta che “va rispettata”. Sciarelli chiede poi se Marco stia bene o invece, come viene spesso propinato, non sia in una clinica. “No, Marco è un ragazzo normale che lavora e legge i giornali…e non è in una clinica, così come non era a Garlasco il giorno dell’omicidio della sorella, come tante foto dimostrano”. Pietra tombale quindi ad ogni fake news a riguardo.

(photo credit: Garlasco Crime/ gruppo fb)

Leggi anche