hamburger menu

Obbligo vaccinale e militari sospesi, il Tar si rimette alla Corte Costituzionale

Il sindacato Siulm: "Attendiamo con fiducia il pronunciamento della Corte"

stazione roma militari

ROMA – Sul caso del ricorso dei militari sospesi a causa dell’obbligo vaccinale Covid, seguito dall’avvocata Giulia Monte e dai sindacati Itamil e Siulm, il TAR – con ordinanza dell’1 aprile- ha rimesso il giudizio alla Corte Costituzionale.

LEGGI ANCHE: Obbligo vaccinale, l’avvocata Monte: “A febbraio ricorso per i militari dell’Esercito sospesi”

L’AVVOCATA: “SI ATTENDE PRONUNCIAMENTO CORTE SU CASO SIMILARE”

“Il Tar del Lazio con l’ordinanza di ieri ha sospeso il giudizio in attesa di un pronunciamento della Corte su un caso analogo al nostro che sollevava similari questioni di legittimità costituzionale eccependo quindi le nostre stesse istanze”. Spiega con queste parole alla Dire il punto tecnico legale della decisione del TAR l’avvocata Giulia Monte che ha seguito il ricorso dei militari sospesi a seguito dell’obbligo vaccinale Covid19. Rispetto quindi a quanto già deciso dal Consiglio di Stato secondo il legale si è ritenuto che “l’orientamento negativo del Consiglio di Stato fosse da considerare superato sulla base dell’ ultima orientamento del Consiglio di giustizia della Sicilia con l’ordinanza 351 del 22 marzo”, ha concluso.

SIULM: “ATTENDIAMO CON FIDUCIA PRONUNCIAMENTO CORTE”

“Il TAR Lazio 1^ Sezione bis con l’ordinanza di ieri ha rimesso il giudizio alla Corte Costituzionale, per il personale militare sospeso per non avere assolto all’obbligo vaccinale per il COVID 19. Il SIULM attenderà con fiducia il pronunciamento della Suprema Corte. Ringraziamo lo studio legale Monte e i colleghi del sindacato ITAMIL che si sono anch’essi prodigati per l’organizzazione iniziale di questo ricorso e quanti hanno creduto in noi”. Così il sindacato SIULM commenta la decisione del Tar Lazio, diffusa ieri dall’agenzia Dire, che sul caso dei militari sospesi a causa dell’obbligo vaccinale Covid19 ha rimesso la decisione alla Corte Costituzionale.
“Ricordiamo, che già nel mese di febbraio il citato tribunale Amministrativo aveva accolto le istanze dei ricorrenti iscritti al SIULM- scrive il sindacato ricostruendo la vicenda legale- difesi dall’avvocato Giulia Monte, per l’annullamento dei provvedimenti di sospensione dall’attività lavorativa che erano stati emanati dai datori di lavoro o autorità delegate, in virtù della circolare dello Stato Maggiore Difesa che disciplinava quanto deciso dal governo con il Decreto Legge n. 172, poi convertito in legge. Lo studio legale aveva allora notificato il decreto del TAR Lazio al Ministero della Difesa e agli Enti dei ricorrenti per dare tempestiva esecuzione allo stesso. Tuttavia dobbiamo lamentare una disparità di trattamento perpetrata nei confronti del personale militare delle diverse Forze Armate. Infatti, risulterebbe che tra i ricorrenti, quelli appartenenti all’Esercito sono stati tempestivamente reintegrati in servizio con il pagamento degli emolumenti economici previsti. Purtroppo, la stessa cosa non è avvenuta per alcuni colleghi delle altre FF.AA. che sono stati richiamati in servizio solo il 25 marzo a seguito dell’approvazione del D.L. del 24 marzo 2022”. A tal proposito “è’ intendimento del SIULM- conclude il comunicato stampa- scrivere al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e al Capo di SMD Amm. Giuseppe CAVO DRAGONE, affinchè venga sanata questa grave sperequazione, riconoscendo, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, il diritto al pieno trattamento economico a decorrere da febbraio per tutti i ricorrenti”.

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-04-04T21:21:07+02:00